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L'imperatore d'occidente Costanzo Cloro

Origini, carriera militare e ascesa al potere

Marco Flavio Valerio Costanzo, passato alla storia con il soprannome di Costanzo Cloro, termine che significa "il Pallido", fu imperatore romano dal 305 al 306 d.C., ricoprendo la carica di Augusto d'Occidente. La durata del regno fu molto breve, ma il ruolo storico assunto da Costanzo Cloro risultò di straordinaria importanza. Costanzo Cloro fu infatti uno dei principali protagonisti della Tetrarchia, il nuovo sistema di governo ideato dall'imperatore Diocleziano per garantire maggiore stabilità all'Impero romano, e rappresentò inoltre il fondatore della dinastia costantiniana, poiché fu il padre di Costantino il Grande, destinato a diventare uno dei più importanti imperatori della storia romana.

La nascita di Costanzo Cloro viene generalmente collocata intorno al 250 d.C. nella provincia della Mesia Superiore, corrispondente alla regione della Dacia Ripensis. Le fonti antiche, in particolare la Historia Augusta, attribuiscono a Costanzo Cloro una nobile discendenza, sostenendo che fosse nipote degli imperatori Claudio il Gotico e Quintillo. Tuttavia, la storiografia moderna considera questa genealogia un'invenzione propagandistica elaborata durante il regno di Costantino per conferire maggiore prestigio alla nuova dinastia imperiale. Gli studiosi ritengono molto più probabile che Costanzo Cloro provenisse da una famiglia di condizioni modeste e che la propria ascesa fosse il risultato esclusivo delle capacità personali e della brillante carriera militare.

Durante il regno dell'imperatore Aureliano, Costanzo Cloro entrò a far parte dei Protectores Augusti Nostri, il prestigioso corpo scelto incaricato della protezione dell'imperatore e composto dai migliori ufficiali dell'esercito romano. In questo periodo partecipò alle campagne militari in Oriente contro il Regno di Palmira, contribuendo alle operazioni che portarono alla riconquista dei territori orientali dell'Impero.

La carriera proseguì con ulteriori incarichi amministrativi e militari. Sotto l'imperatore Caro, Costanzo Cloro fu nominato governatore della Dalmazia con il titolo di praeses. Successivamente, nel 288 d.C., durante il regno dell'imperatore Massimiano, raggiunse una delle cariche più prestigiose dell'amministrazione imperiale, diventando prefetto del pretorio in Occidente, posizione che lo collocò tra i più stretti collaboratori dell'imperatore.

La nomina a Cesare e l'ingresso nella Tetrarchia

Il 1° marzo del 293 d.C., con l'istituzione ufficiale della Tetrarchia voluta da Diocleziano, Costanzo Cloro fu nominato Cesare d'Occidente da Massimiano. Il nuovo sistema di governo prevedeva la presenza di due Augusti e due Cesari, ciascuno responsabile di una parte dell'Impero, con l'obiettivo di garantire una successione ordinata e una più efficace difesa dei confini.

Per rafforzare il legame politico con la famiglia imperiale, Costanzo Cloro dovette rinunciare al precedente rapporto con Elena, descritta dalle fonti come moglie oppure concubina, dalla quale era nato Costantino. Costanzo Cloro sposò quindi Teodora, figlia oppure figliastra di Massimiano, consolidando così l'alleanza dinastica con la casa imperiale.

Come Cesare ricevette il governo della Gallia e della Britannia. La sede del potere fu stabilita ad Augusta Treverorum, l'attuale Treviri, città strategicamente collocata vicino ai confini renani e destinata a diventare uno dei principali centri politici dell'Occidente romano.

La riconquista della Britannia

Il primo grande incarico affidato a Costanzo Cloro riguardò la riconquista della Britannia, sottratta al controllo imperiale dall'usurpatore Carausio. Quest'ultimo aveva costruito un proprio dominio autonomo comprendente la Britannia e parte della Gallia settentrionale, approfittando delle difficoltà attraversate dall'Impero.

Nel 293 d.C. Costanzo Cloro conquistò Bononia, l'odierna Boulogne-sur-Mer, importante porto che costituiva la principale base navale di Carausio sul continente. Questa vittoria compromise seriamente la posizione dell'usurpatore.

Dopo l'uccisione di Carausio, il potere passò ad Alletto, che tentò di mantenere il controllo della Britannia. Nel 296 d.C. Costanzo Cloro organizzò una complessa invasione dell'isola. L'operazione si concluse con la sconfitta definitiva di Alletto e con il pieno reinserimento della Britannia nell'Impero romano.

Per celebrare questo importante successo militare, Costanzo Cloro ricevette il titolo onorifico di *Redditor Lucis Aeternae*, cioè "Restauratore della luce eterna". Tale appellativo intendeva sottolineare il ritorno dell'ordine romano e della legittima autorità imperiale in una provincia rimasta per anni sotto il controllo di usurpatori.

La difesa del Reno e la sicurezza della Gallia

Dopo la riconquista della Britannia, Costanzo Cloro concentrò gran parte delle proprie energie sulla difesa del confine renano, uno dei settori più vulnerabili dell'Impero romano.

Le campagne militari contro le popolazioni germaniche ottennero risultati significativi. Nel 298 d.C. Costanzo Cloro sconfisse duramente gli Alemanni nelle battaglie combattute presso Lingones, corrispondente all'odierna Langres, e presso Vindonissa. Queste vittorie consolidarono la sicurezza del confine occidentale e limitarono le incursioni delle tribù germaniche nei territori imperiali.

Parallelamente all'attività militare, Costanzo Cloro promosse una politica di ripopolamento delle regioni della Gallia devastate dalle guerre e dalle invasioni. Alcuni gruppi di Franchi furono insediati legalmente all'interno dell'Impero, contribuendo alla ripresa economica e agricola di territori che avevano subito gravi spopolamenti. Questa politica rappresentava una soluzione pragmatica, poiché consentiva di recuperare terre abbandonate e, allo stesso tempo, di ottenere nuovi contingenti militari reclutabili tra le popolazioni federate.

La politica religiosa durante la Grande persecuzione

Nel 303 d.C. Diocleziano avviò la cosiddetta Grande persecuzione contro i cristiani, l'ultima e più vasta repressione organizzata dall'Impero romano nei confronti della nuova religione.

Pur applicando formalmente gli editti imperiali, Costanzo Cloro adottò un atteggiamento molto più moderato rispetto agli altri tetrarchi, soprattutto se confrontato con la politica perseguita nelle province orientali, dove le persecuzioni furono estremamente violente.

Nei territori amministrati da Costanzo Cloro l'applicazione degli editti si limitò prevalentemente alla demolizione di alcune chiese e all'esecuzione delle disposizioni più strettamente amministrative. Non furono invece avviate persecuzioni sistematiche né esecuzioni di massa contro i cristiani. Questo comportamento relativamente tollerante contribuì a costruire una memoria positiva di Costanzo Cloro presso gli storici cristiani dei secoli successivi, che videro nel sovrano un governante equilibrato e poco incline alla violenza religiosa.

L'ascesa ad Augusto e la morte

Il 1° maggio del 305 d.C., in seguito alla storica abdicazione volontaria di Diocleziano e Massimiano, evento senza precedenti nella storia dell'Impero romano, Costanzo Cloro fu elevato al rango di Augusto d'Occidente. Contemporaneamente Galerio divenne Augusto d'Oriente, mentre Severo II fu nominato nuovo Cesare al servizio di Costanzo Cloro.

Pochi mesi dopo l'ascesa al massimo potere, Costanzo Cloro organizzò una nuova spedizione militare in Britannia contro i Pitti, popolazioni stanziate oltre il Vallo Antonino che continuavano a rappresentare una minaccia per le province settentrionali dell'isola.

Durante questa campagna militare, Costanzo Cloro morì improvvisamente a Eboracum, l'attuale York, il 25 luglio del 306 d.C. La morte pose fine a un regno come Augusto durato poco più di un anno.

L'eredità politica e il crollo della Tetrarchia

Prima di morire, Costanzo Cloro raccomandò ai propri soldati di sostenere il figlio Costantino come successore. Tale indicazione si scontrava però con i principi fondamentali della Tetrarchia, che prevedevano una successione automatica del Cesare in carica. Secondo questo sistema, il nuovo Augusto d'Occidente avrebbe dovuto essere Severo II.

L'esercito di stanza a York ignorò tuttavia le regole stabilite da Diocleziano e proclamò Costantino imperatore. L'acclamazione militare dimostrò come la fedeltà personale delle truppe ai propri comandanti fosse ancora più forte delle norme istituzionali introdotte dalla Tetrarchia.

La proclamazione di Costantino segnò il definitivo fallimento del sistema tetrarchico. Da quel momento l'Impero romano entrò in una lunga fase di guerre civili, caratterizzata dalla competizione tra numerosi pretendenti al trono. Soltanto nel 324 d.C., dopo una serie di conflitti combattuti in tutto l'Impero, Costantino riuscì a sconfiggere tutti gli avversari e a riunificare il potere nelle proprie mani, diventando unico imperatore romano.

Il giudizio storico

Le fonti antiche descrivono Costanzo Cloro come un comandante militare competente, un amministratore capace e un sovrano generoso. Le campagne militari vittoriose, la riconquista della Britannia, la difesa del confine renano e la capacità di mantenere stabile l'Occidente durante una delle fasi più difficili della storia imperiale testimoniano l'efficacia dell'azione politica e militare di Costanzo Cloro.

Sebbene il regno come Augusto sia stato estremamente breve, l'importanza storica di Costanzo Cloro va ben oltre la durata del governo. L'azione svolta all'interno della Tetrarchia contribuì alla temporanea stabilizzazione dell'Impero, mentre la proclamazione di Costantino dopo la morte di Costanzo Cloro aprì una nuova fase della storia romana, destinata a trasformare profondamente le istituzioni imperiali e il rapporto tra Stato e cristianesimo.

 

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