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Costanzo III

Flavio Costanzo (Costanzo III)

Flavio Costanzo, passato alla storia con il nome di Costanzo III, fu uno dei più importanti generali dell'Impero Romano d'Occidente e, per un breve periodo nel 421 d.C., ne divenne co-imperatore accanto a Onorio. La figura di Costanzo emerse in una delle fasi più difficili della storia dell'Impero d'Occidente, caratterizzata da continue invasioni barbariche, guerre civili, usurpazioni e da una progressiva perdita del controllo sulle province.

Di origini illiriche, Costanzo nacque con ogni probabilità nella regione di Naissus, l'attuale città di Niš, in Serbia. Grazie alle notevoli capacità militari, all'abilità strategica e alla fedeltà dimostrata nei confronti della dinastia teodosiana, riuscì a compiere una straordinaria carriera fino a diventare il principale uomo forte dell'Impero Romano d'Occidente. Per molti anni, infatti, il vero equilibrio politico e militare dello Stato dipese più dall'azione di Costanzo che dall'autorità dello stesso imperatore Onorio.

La carriera militare

Prima di essere elevato al trono imperiale, Costanzo prestò servizio come generale sotto l'imperatore Onorio, distinguendosi rapidamente per le proprie capacità di comando. Entro il 411 d.C. raggiunse la prestigiosa carica di magister militum, il massimo grado militare dell'Impero Romano, assumendo di fatto il ruolo di principale comandante degli eserciti occidentali.

In qualità di magister militum, Costanzo divenne il principale difensore dell'autorità imperiale. Il suo compito consisteva nel reprimere le numerose rivolte interne e nel contrastare le popolazioni barbariche che, approfittando della debolezza dello Stato romano, avevano occupato vaste aree della Gallia e della Hispania.

La soppressione degli usurpatori

Uno dei primi e più importanti successi di Costanzo fu la repressione delle usurpazioni che minacciavano la stabilità dell'Impero.

Nel 411 d.C. pose fine alla ribellione di Costantino III, un generale che alcuni anni prima si era proclamato imperatore in Britannia e aveva esteso il proprio controllo sulla Gallia e sulla Hispania. Costanzo condusse una campagna militare estremamente efficace e assediò Costantino III nella città di Arles. Dopo un lungo assedio, il ribelle fu costretto ad arrendersi.

A Costantino III era stata promessa la salva condotta, cioè la garanzia di poter raggiungere l'Italia senza subire violenze. Tuttavia, durante il trasferimento, Costantino III fu giustiziato, eliminando definitivamente uno dei più pericolosi rivali del governo di Onorio.

Due anni più tardi, nel 413 d.C., Costanzo dovette affrontare una nuova minaccia rappresentata dalla ribellione di Eracliano, governatore della provincia d'Africa. Eracliano tentò di invadere l'Italia e cercò di mettere in difficoltà il governo imperiale interrompendo i fondamentali rifornimenti di grano destinati a Roma. Poiché l'Africa costituiva il principale centro di approvvigionamento cerealicolo dell'Occidente romano, il controllo di quella provincia era essenziale per garantire il sostentamento della popolazione della capitale.

Costanzo sconfisse rapidamente anche questa ribellione, ristabilendo l'autorità imperiale e assicurando nuovamente il flusso delle forniture alimentari.

Le campagne contro le popolazioni barbariche

Tra il 416 e il 420 d.C. Costanzo guidò una lunga serie di campagne militari in Gallia e in Hispania contro diverse popolazioni barbariche, tra cui Visigoti, Vandali, Alani e Suebi.

In questa fase dimostrò una notevole abilità politica oltre che militare. Piuttosto che combattere contemporaneamente contro tutti i nemici, sfruttò le rivalità esistenti tra le diverse popolazioni barbariche e impiegò come alleati i Visigoti federati guidati dal re Vallia.

I Visigoti combattevano formalmente al servizio dell'Impero Romano in qualità di foederati, cioè popoli alleati ai quali Roma concedeva territori e altri benefici in cambio dell'assistenza militare.

Grazie alla collaborazione con Vallia e alle proprie campagne militari, Costanzo riuscì a rafforzare sensibilmente l'autorità imperiale su vaste aree della Gallia e della Hispania. Numerosi territori che negli anni precedenti erano sfuggiti al controllo romano tornarono sotto l'autorità dell'Impero, consentendo una temporanea stabilizzazione delle province occidentali.

Sebbene i problemi dell'Impero non fossero definitivamente risolti, i successi ottenuti da Costanzo rappresentarono uno degli ultimi tentativi realmente efficaci di restaurare il potere romano in Occidente.

le campagne militari

Il matrimonio con Galla Placidia e il legame con la dinastia teodosiana

Per consolidare ulteriormente la propria posizione politica e legarsi ufficialmente alla dinastia regnante, il 1° gennaio 417 Costanzo sposò Galla Placidia, sorella dell'imperatore Onorio.

Il matrimonio non nacque da una libera scelta dei due sposi, ma fu imposto direttamente da Onorio per rafforzare la posizione del proprio generale più fidato. Galla Placidia era ancora vedova del re visigoto Ataulfo, con il quale aveva vissuto una complessa vicenda politica durante la prigionia presso i Visigoti.

Dal punto di vista dinastico, l'unione si rivelò estremamente importante, poiché inserì Costanzo all'interno della famiglia imperiale teodosiana, conferendo maggiore legittimità alla sua crescente influenza politica.

Dal matrimonio nacquero due figli.

Il primo fu Valentiniano III, destinato a diventare imperatore dell'Impero Romano d'Occidente.

La seconda fu Giusta Grata Onoria, principessa imperiale che avrebbe avuto un ruolo significativo nelle vicende politiche della metà del V secolo.

Come riconoscimento per i numerosi successi militari e per il ruolo fondamentale svolto nella difesa dell'Impero, Costanzo ricevette per tre volte la prestigiosa carica di console, negli anni 414, 417 e 420. Il consolato, pur avendo ormai perso gran parte delle antiche funzioni repubblicane, continuava a rappresentare una delle più alte dignità dello Stato romano.

l'ingresso nella dinastia teodosiana

L'ascesa al trono

L'8 febbraio 421 d.C. Onorio decise di associare ufficialmente Costanzo al trono imperiale proclamandolo Augusto dell'Impero Romano d'Occidente. Con questa nomina Costanzo divenne formalmente coimperatore, condividendo il potere con Onorio.

Nello stesso momento anche Galla Placidia ricevette il titolo di Augusta, entrando ufficialmente tra le principali figure della corte imperiale.

L'elevazione di Costanzo al rango imperiale rappresentava il riconoscimento di una situazione già esistente da tempo. Da diversi anni, infatti, Costanzo era il principale protagonista della politica occidentale e gran parte delle decisioni militari e amministrative dipendevano dalla sua iniziativa.

Il conflitto diplomatico con l'Oriente

Il nuovo assetto politico non fu però accettato dall'Impero Romano d'Oriente.

L'imperatore Teodosio II, nipote di Onorio e sovrano dell'Oriente, rifiutò riconoscere sia il titolo imperiale di Costanzo III sia quello di Augusta conferito a Galla Placidia.

Questo mancato riconoscimento provocò una grave crisi diplomatica tra le due metà dell'Impero Romano. La tensione aumentò progressivamente fino al punto che Costanzo iniziò i preparativi per una spedizione militare contro l'Oriente, con l'obiettivo di imporre il riconoscimento della propria autorità anche da parte della corte di Costantinopoli.

Il progetto, tuttavia, non poté essere realizzato, poiché la morte improvvisa dell'imperatore pose fine a ogni preparativo.

l'ascesa ad augusto

Gli ultimi mesi di vita

Le fonti antiche riportano un particolare curioso riguardo alla personalità di Costanzo III. Nonostante avesse raggiunto il vertice del potere politico, Costanzo sembrava vivere con disagio la condizione di imperatore.

Il rigido cerimoniale della corte, le continue formalità e le limitazioni imposte dalla dignità imperiale risultavano poco compatibili con il carattere di un uomo che aveva trascorso gran parte della propria vita alla guida degli eserciti. Secondo le testimonianze dell'epoca, Costanzo soffriva la perdita della libertà personale che accompagnava il ruolo di Augusto, mostrando una certa insofferenza verso gli obblighi della vita di corte.

La morte e la successione

La salute di Costanzo peggiorò rapidamente e il sovrano morì il 2 settembre 421 d.C., dopo meno di sette mesi trascorsi come Augusto dell'Impero Romano d'Occidente.

La scomparsa di Costanzo modificò profondamente gli equilibri politici dell'Impero. I rapporti tra Galla Placidia e Onorio si deteriorarono rapidamente, rendendo impossibile la permanenza dell'imperatrice alla corte occidentale. La situazione divenne talmente critica da costringere Galla Placidia a rifugiarsi a Costantinopoli insieme ai figli.

La morte di Costanzo III

Nonostante il brevissimo regno imperiale, l'influenza politica di Costanzo III non si esaurì con la morte. L'eredità della sua famiglia sopravvisse infatti attraverso il figlio Valentiniano III, che nel 425 d.C., grazie all'intervento militare dell'Impero Romano d'Oriente, fu insediato sul trono dell'Impero Romano d'Occidente, assicurando la continuità della linea dinastica inaugurata dal matrimonio tra Costanzo e Galla Placidia.

 

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