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La prima guerra greco-persiana

La conquista persiana dei territori della Lidia espande i confini dell'impero persiano sino ai confini della sfera d'influenza delle popolazioni greche. Le città della Ionia e dell'Elide sono costrette a riconoscere la sovranità persiana del "re dei re".

La rivolta di Mileto

La rivolta della città di Mileto. Il malcontento dei greci nelle città dell'Asia minore culmina nel 499 a.C. con la rivolta della città di Mileto e delle altre città della ioniche. I greci sperano in un aiuto da parte delle poleis greche in nome di un'unanimità greca e degli interessi commerciali comuni, contro l'occupazione dei persiani. La rivolta di Mileto è guidata dallo stesso tiranno della città, Aristagora, che inizialmente conquista i primi successi militari sul campo, fino ad espugnare la città di Sardi. Tuttavia, gli aiuti provenienti dalle poleis greche sono di poco conto, 20 navi da Atene e 5 da Eretria, del tutto insufficienti per fronteggiare la macchina da guerra persiana. Il rapporto delle forze in campo peggiore ulteriormente quando gli ateniesi e gli erietresi si ritirano dal conflitto. I persiani riconquistano Mileto e la distruggono. La popolazione della città viene deportata in massa verso i territori della Mesopotamia come monito per le altre città della Ionia.

Invasione persiana della Grecia

L'invasione persiana della penisola greca. Per punire l'aiuto fornito dalle poleis greche alla città di Mileto, i persiani organizzano l'invasione della penisola greca. Il re Dario di Persia era già interessato ad espandere i confini dell'impero persiano verso occidente ed approfitta del conflitto per imporre la supremazia militare persiana anche oltremare. La flotta persiana prende il largo e, dopo aver distrutto la città di Eretria, sbarca nel 490 a.C. nell'Attica, lungo la costa di Maratona, a pochi chilometri da Atene. La superiorità militare persiana è evidente. Le città greche della Boezia e della Tessaglia si arrendono al nemico. Al contrario, la città di Atene opta per la resistenza militare, chiedendo aiuto alle città di Sparta e Platea. Sotto la guida di Milziade un esercito composto da 9000 opliti ateniesi si mette in marcia verso Maratona. A questi si aggiungono altri mille opliti inviati dalla città di Platea. Gli aiuti da Sparta, invece, non arrivano in tempo. Forti della propria superiorità militare, i persiani sperano nella capitolazione di Atene senza dover combattere.

La battaglia di Maratona

Lo scontro tra ateniesi e persiani a Maratona. Nonostante l'evidente inferiorità numerica e il ritardo degli aiuti inviati da Sparta, Milziade ordina un attacco frontale ed improvviso. L'attacco di Milziade coglie di sorpresa. L'esercito ateniese sconfigge sul campo quello persiani in quella che entrerà nei libri di storia come la "battaglia di Maratona". Gli aiuti inviati da Sparta arrivano soltanto a battaglia finita. Sconfitti sul campo, i persiani cercano di muovere a sorpresa la flotta contro la città di Atene rimasta indifesa. Gli opliti ateniesi riescono, tuttavia, a raggiungere la città prima della flotta persiana, vanificando ogni ulteriore mossa militare dei persiani che sono costretti a ritirarsi verso l'Asia Minore. Il primo tentativo di invasione persiana viene scongiurato e la prima guerra greco-persiana si conclude con la vittoria del mondo greco ed in particolar modo della città di Atene.

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