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Alcibiade

ALCIBIADEAlcibiade è un politico greco nato nel 450 a.C. ad Atene che caratterizza l'ultima fase della democrazia ateniese prima della decadenza. È uno dei protagonisti della seconda guerra del Peloponneso. Alcibiade viene ricordato soprattutto per le contraddizioni delle sue scelte politiche che manifestano la profonda crisi di valori in cui versa la democrazia di Atene. È un valido stratega militare ed un politico scaltro, spregiudicato e intelligente. Per evitare un processo nei suoi confronti ad Atene, non esita ad abbandonare il comando militare ateniese in piena guerra per schierarsi tra le fila del nemico (Sparta). Una volta scongiurato il rischio di subire accuse tradisce Sparta per tornare alla guida dell'esercito ateniese. Alcibiade nasce in una famiglia discendente da Eurisace figlio di Aiace ed è parente stretto di Pericle che diventa il suo tutore dopo la morte del padre. Eredita dal padre una grande ricchezza. La vita agiata permette ad Alcibiade di avere una formazione di alto livello con insegnanti del calibro di Protagora e Prodico. Gli studi gli consentono di diventare un grande oratore, un'abilità che gli apre le strade della politica, sensibile e vicino alla filosofia di Socrate e dei sofisti. Dagli insegnamenti filosofici Alcibiade non apprende però le virtù bensì soltanto l'erudizione da utilizzare con opportunismo in politica come demagogo e nella vita sociale. Dopo la morte di Pericle, sopraggiunta nel 429 a.C. a causa della peste, Alcibiade diventa l'uomo più autorevole del partito democratico ateniese. Sposa la figlia del ricco Ipponico per consolidare il suo prestigio sociale ed economico. Nel 418 a.C. approfitta del fallimento in Tracia del suo avversario politico Nicia per persuadere gli ateniesi ad invadere e conquistare la Sicilia. Il comando della spedizione viene assegnato allo stesso Alcibiade, a Nicia ed a Lamaco. Dopo essere partito Alcibiade viene richiamato per difendersi in un processo dall'accusa di aver profanato i misteri eleusini e di aver causato la mutilazione delle Erme. Per evitare il processo Alcibiade abbandona la spedizione in Sicilia e si rifugia a Sparta mettendo la propria spada al servizio del principale nemico di Atene. Convince gli spartani ad intervenire a favore di Siracusa nella guerra tra Atene e Siracusa. Induce alla ribellione molte poleis ioniche alleate ad Atene e conclude una importante alleanza tra Sparta e la Persia contro Atene. La guerra del Peloponneso volge indiscutibilmente dalla parte di Sparta. Tuttavia, i rapporti tra Alcibiade e lo spartano Agide II si fanno più tesi e lo stesso ateniese rischia d'essere colpito da un ordine di esecuzione. Nel 412 a.C. Alcibiade decide di negoziare il suo ritorno dalla parte di Atene chiedendo aiuto a Trasibulo. Gli viene assegnato nuovamente il comando militare della flotta ateniese tramite la quale ottiene una serie di vittorie militari contro Sparta. Questi successi sul terreno di battaglia gli permettono di annullare tutte le vecchie accuse a suo carico e tornare ad Atene nel 407 a.C. accolto dall'entusiasmo popolare. Il ritorno di Alcibiade è però breve. Nelle successive battaglie contro gli spartani (Andro e Nozio) viene ripetutamente sconfitto e gli viene tolto l'incarico. Alcibiade fugge da Atene per attraversare l'Ellesponto per rifugiarsi in Frigia. Nel 404 a.C. viene però raggiunto dalla vendetta degli spartani ed ucciso.

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