Partenone di Atene

Il Partenone è un tempo greco di Atene dedicato alla dea Atena. Oggi il tempio domina sul promontorio dell'Acropoli come a ricordare il periodo di splendore dell'antica Grecia. I lavori di costruzione del Partenone terminano nel 438 a.C. dopo nove anni di lavori. È una delle grandi opere pubbliche fatte costruire sotto la democrazia di Pericle quando la città di Atene vive il culmine della sua potenza. Il Partenone è un tempio dorico realizzato con marmo locale. La presenza di particelle di ferro nel marmo conferisce al monumento un colore dorato al tramonto. Il Partenone è stato progettato dall'architetto greco Ictino che riprende un progetto già iniziato sotto Cimone. Il tempio è largo circa 30 metri e lungo 69 metri. Le colonne dorico-ioniche interne sorreggono il tetto. Lo stile del capitello è dorico.

Partenone

Il nome Partenone deriva dalla presenza di una colossale statua di culto dell'Atena Parthenos nata per partenogenesi dalla testa di Zeus. Oltre ad essere un luogo di culto il tempio del Partenone è stato utilizzato anche come tesoreria di Atene e della Lega delo-attica. Nel V secolo d.C. viene rimossa la statua di Atena e trasferita a Costatinopoli dove sono andate perdute le tracce. Sotto la dominazione bizantina il Partenone viene convertito nella chiesa cristiana della Tehotokos (Madre di Dio). Con la trasformazione in chiesa vanno perdute una parte delle colonne interne ed alcuni muri della cella del tempio. Caduta sotto la dominazione turca nel XV secolo il Partenone viene infine convertito in una moschea. Nel corso della guerra tra ottomani e veneziani il Partenone è utilizzato come deposito della polvere da sparo e viene parzialmente distrutto nel 1687 a causa di una esplosione che manda in pezzi il tetto ed una parte delle colonne laterali (come si può vedere nella foto che segue).

Partenone di Atene

A partire dal XVIII secolo le pittoresche rovine del Partenone iniziano a trasformarsi in una meta di studio e di viaggio per studiosi provenienti da ogni parte di Europa. Alcuni marmi sono raccolti (con o senza permesso) e portati in patria. Per questa ragione alcuni musei come il Louvre di Parigi o il British Museum di Londra ancora oggi espongono i resti dei marmi del Partenone. I fregi del Partenone sono custoditi a Londra nel British Museum. Nel 1801 l'ambasciatore britannico in Turchia ottiene il permesso dai turchi di mettere in salvo le sculture dell'acropoli che poi rivende al museo inglese. All'inizio dell'Ottocento l'Acropoli è in stato di abbandono ed è utilizzata dai turchi come cava e materiale di spoglio per le nuove costruzioni. Al termine della guerra contro i turchi sono state rimosse tutte le costruzioni ottomane o medievali per riportare l'Acropoli al suo stato classico. Con il governo greco il Partenone è stato rivalutato come patrimonio culturale e storico della nazione, diventando una delle mete turistiche più conosciute nel mondo.

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