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Decadenza e capitolazione di Atene

Nella terza e ultima fase della seconda guerra del Peloponneso che segue la disfatta ateniese nella guerra contro Siracusa il campo di battaglia tra Atene e Sparta torna nuovamente sulle coste ioniche. Alcibiade convince Sparta a stipulare un trattato di alleanza con la Persia (412 a.C.) che impegna i persiani a finanziare l'onere economico della flotta spartana in cambio della giurisdizione sulle colonie greche in Asia. La sconfitta militare degli ateniesi in Sicilia ha avviato ad Atene una profonda fase di restaurazione oligarchica, portata avanti da Antifone, Ippodamo di Mileto e Teràmene, che riduce i diritti politici a 5.000 cittadini ed istituisce il consiglio dei quattrocento in sostituzione dell'assemblea dei cinquecento. La parentesi oligarchica dura soltanto quattro mesi.

Il ritorno di Alcibiade ad Atene

Su pressione della fazione democratica Alcibiade, ex stratega ateniese passato dalla parte di Sparta, torna dalla parte di Atene in cambio della cancellazione delle vecchie accuse. Il ritorno di Alcibiade ad Atene coincide con una serie di importanti vittorie militari. La flotta ateniese sconfigge gli spartani nelle battaglie navali di Abido (411 a.C.) e Cizico (410 a.C.). L'esito della guerra è di nuovo incerto. Sparta è sul punto di offrire la pace mente ad Atene si rinforza la fazione democratica di Clitofonte e di Alcibiade che annulla, quasi completamente, la breve restaurazione oligarchica. Le vittorie spingono le fazioni ateniesi favorevoli alla guerra alla prosecuzione del conflitto contro Sparta ma gli eventi d'ora in poi non saranno più favorevoli alla causa democratica ateniese.

La capitolazione di Atene

A Sparta il comando delle operazioni militari viene affidato al generale Lisandro che sconfigge gli ateniesi nel 407 a.C. nella battaglia di Nozio. Nel 406 a.C. la flotta ateniese riesce ad infliggere una sconfitta alla flotta spartana presso le isole Arginuse pagando però un prezzo elevato in termine di vite umane. Lo scoppio di una tempesta impedisce il salvataggio dei naufraghi e gli stessi strateghi ateniesi a capo della battaglia sono condannati a morte per omissione di soccorso. Grazie all'accordo siglato con la Persia gli spartani ricostruiscono rapidamente la propria flotta. Nel 405 a.C. la nuova flotta spartana sotto il comando del generale Lisandro sconfigge definitivamente la flotta navale ateniese nella battaglia di Egospotami. La distruzione della flotta ateniese consente agli spartani di cingere d'assedio la città di Atene sia per mare e sia per terra. Gli ateniesi assediati capitolano nel 404 a.C. e sono costretti alla rinuncia di tutti i possedimenti fuori dell'Attica e alla distruzione delle grandi mura protettive del porto del Pireo.

Il governo dei Trenta Tiranni

Le condizioni di pace imposte da Sparta ad Atene sono piuttosto benevole. Gli spartani concedono agli ateniesi il controllo dell'Attica in cambio dell'istituzione di un governo oligarchico filo-spartano, detto Governo dei Trenta. Il governo è duro ed intransigente verso le fazioni democratiche e gli oppositori politici, al punto d'essere tramandato nella storia anche con la denominazione di governo dei "Trenta Tiranni".

Se Atene piange, Sparta non ride...

La fine della seconda guerra del Peloponneso non segna soltanto la definitiva sconfitta e decadenza di Atene, ma anche la fine del mondo greco classico. I vincitori (Sparta) ereditano il peso di una lunga guerra che sembra non aver apportato concreti benefici economici e politici. La capitolazione di Atene non pone fine ai continui scontri per l'egemonia della penisola ellenica da parte delle altre poleis greche (Sparta e Tebe). La frammentazione e le incessanti lotte per l'egemonia costituiscono uno dei principali fattori di debolezza del mondo greco ed il preludio dell'invasione macedone.

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