OKPEDIA ANTICA GRECIA

Egemonia di Sparta

Con la pace di Antalcida del 386 a.C. Sparta torna ad avere l'appoggio finanziario della Persia e si erge nuovamente a città egemone della Grecia. Tuttavia la sua potenza non è più quella del passato ed è fortemente dipendente dall'aiuto persiano. In questi anni lo scacchiere politico della Grecia è disordinato e confuso. Le lunghe guerre del Peloponneso hanno ridimensionato tutte le poleis greche sia vincitrici che sconfitte. Con il principio di autonomia delle poleis, imposto da Sparta nella pace di Antalcida, i lacedemoni possono attuare più facilmente una politica di espansionismo. L'esercito spartano conquista Mantinea nel 385 a.C. e Fliunte nel 379 a.C. volgendo poi lo sguardo verso Olinto nella penisola Calcidica. A difesa di Olinto si forma una lega di città ma gli spartani nel 379 a.C. riescono comunque ad espugnare la polis. Nel corso della guerra contro Olinto, nel 382 a.C., i lacedemoni occupano a sorpresa la rocca Cadmea di Tebe e con l'appoggio del governo oligarchico tebano di Leontiade arrestano i principali esponenti del partito democratico. Tuttavia l'egemonia di Sparta è destinata a durare poco. Nello stesso anno i democratici guidati da Pelopida e Epaminonda riescono a far cadere il governo oligarchico di Leontiade. L'espansionismo spartano convince anche molte poleis greche a riallacciare i rapporti con Atene per la formazione di una seconda lega marittima. Ben presto l'attuale supremazia spartana sarà messa in discussione dall'emergente potenza di Tebe.

https://www.okpedia.it/egemonia-di-sparta


Segnala un errore o invia un suggerimento per migliorare la pagina