OKPEDIA BIOCOMPATIBILITà

Biocompatibilità

La biocompatibilità è l’attitudine o caratteristica di un sistema tale per cui esso non è estraneo alla vita nelle sue peculiarità e nelle sue dinamiche variabili nel tempo. Ciò che è biocompatibile non arreca effetti negativi sui sistemi viventi, nel tempo presente ed in quello futuro. Se pensiamo ad una abitazione che sia caratterizzata da materiali strutturali e di finitura “biocompatibili”, pensiamo ad un edificio che non crea alterazioni significativamente negative al normale stato di salute dei suoi fruitori (abitanti), nel breve, medio e nel lungo periodo. Un edificio che non è causa della cosiddetta “sindrome dell’edificio malato”, definizione che abbraccia tutta una serie di patologie, di diversa natura, eziologia e tipologia di effetti, legate alla permanenza all’interno di ambienti confinati. Tra i materiali “edilizi” sui quali sarebbe opportuno che la nostra attenzione fosse concentrata, in fase di ristrutturazione o di nuova costruzione di una abitazione sono le tinte, che contengono una quantità inimmaginabile di sostanze che possono essere definite “non biocompatibili”, tossiche. Il termine biocompatibilità è composto dal concetto di compatibilità e dal prefisso bio. Il sostantivo compatibilità deriva dal verbo latino cumpatio – ire, costituito, a sua volta, dal suffisso (congiunzione) “cum” che, letteralmente, vuol dire “insieme”, “con” e dal verbo “patio-ire” , che letteralmente, vuol dire “soffrire”, “patire”, “partecipare emotivamente”. Il termine compatibilità, quindi, nel suo significato letterale, deve essere interpretato come “l’attitudine di un generico sistema a partecipare emotivamente…” “Partecipare emotivamente a qualcosa” vuol dire esserne coinvolto tanto da non risultarne “estraneo” e ciò che non è estraneo – è facile intuire – è integrabile nel sistema stesso così da divenirne – col tempo – parte integrante. Sulla base di questo assunto, possiamo analizzare il termine nella cui forma il sostantivo “compatibilità” compare, oggi, con frequenza esponenzialmente maggiore, cioè quello di “biocompatibilità”. Il prefisso “bio” deriva dal sostantivo greco “bios-ou” che, letteralmente, significa “vita”. Tale prefisso esemplifica il senso ultimo del termine a cui è associato – compatibilità - definendo in modo puntuale quel “qualcosa” a cui il generico sistema si trova a partecipare emotivamente, da non risultarne estraneo: la vita.

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