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Arco di Dolabella

L'Arco di Dolabella è un'antica porta d'ingresso dell'antica Roma, la porta Caelimontana, lungo le mura Serviane. È situato a Roma sul colle Celio e si trova su un'antica via romana della città. La porta Caelimontana viene aperta nel IV secolo a.C. in età repubblicana come punto di ingresso occidentale nella cinta di mura cittadine, fatte costruire dal re Servio Tullio ( "Mura Serviane" ). In origine, l'arco sulla porta è realizzato in blocchi di tufo.

Arco di Dolabella nell'antica Porta Caelimontana a Roma e l'acquedotto di Nerone (sulla sinistra)

In età imperiale la porta Caelimontana perde completamente la sua originaria importanza come via di accesso, ormai integrata nell'estesa area urbana della città, e l'arco si trasforma in un elemento architettonico. Durante l'impero di Augusto la porta viene restaurata per volontà del Senato romano e gli originari blocchi di tufo sono sostituiti con dei blocchi di travertino. L'arco prende il nome dai consoli in carica che operano il restauro, Publio Cornelio Dolabella e Gaio Giunio Silano, i cui nomi sono menzionati e ancora oggi visibili nell'iscrizione latina sopra la volta dell'arco.. Nel I secolo d.C. l'arco della porta viene integrata nell'acquedotto di Nerone che la attraversa lungo un lato.

Sopra l'arco è visibile una finestra dove, secondo la tradizione, nel XIII secolo ha trascorso gli ultimi anni di vita ed è morto il fondatore dell'Ordine dei Trinitari, San Giovanni de Matha. Attualmente la cella è una cappella. L'Arco di Dolabella si trova nelle immediate vicinanze dell'antico complesso dei Trinitari, ormai scomparso.

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