Utilità ordinale

L'utilità ordinale è una nozione di utilità in cui i panieri dei beni sono disposti su una scala ordinale senza essere associati ad alcuna grandezza assoluta. Con l'utilità ordinale gli economisti abbandonano il tentativo di misurare l'utilità ( utilità cardinale ). Nell'utilità ordinale ciò che conta è soltanto l'ordine delle scelte. Non è quindi possibile sommare in modo aritmetico le utilità individuali. È invece possibile confrontare l'utilità delle scelte di consumo su diversi panieri di beni. Ad esempio, un consumatore preferisce il paniere A al paniere B senza quantificare in termini assoluti tale preferenza.

A > B


Nell'utilità ordinale non è possibile definire "quanto" un paniere venga preferito ad un altro. Del resto, se un consumatore preferisce il paniere A al paniere, sceglierà comunque e sempre il paniere A rispetto al paniere B, indipendentemente dall'entità dell'incremento di utilità che ne ottiene. La nozione di utilità ordinale consente agli economisti neoclassici di costruire una teoria delle preferenze del consumatore senza dover ricorrere alla nozione di utilità cardinale e alla misurabilità oggettiva dell'utilità, evitando in tal modo di dover rispondere alle forti critiche teoriche loro rivolte. L'utilità ordinale nasce proprio dal riconoscimento teorico dell'utilità come grandezza soggettiva, personale e non misurabilie in termini assoluti. Dalla nozione di utilità ordinale sono nati strumenti di analisi microeconomica come le curve di indifferenza in cui la scelta del consumatore non deriva dalla distanza oggettiva tra una curva di indifferenza e l'altra bensì soltanto dall'ordine delle preferenze.

Curve di indifferenza. Le curve di indifferenza mostrano sul piano cartesiano le combinazioni di due beni economici con medesimo livello di utilità. Ad esempio, per una persona consumare 2 mele e 1 pera ( scelta A ) ha la medesima utilità che consumare 1 mela e 2 pere ( scelta B ). Entrambe le combinazioni di scelta ( A e B ) forniscono al consumatore il medesimo livello di utilità ( soggettiva ) sulla curva di indifferenza I'.

CURVE DI INDIFFERENZA

Le curve di indifferenza più esterne sono associate a un livello di utilità maggiore poiché garantiscono una maggiore quantità di consumo di un bene senza diminuire la quantità consumata dell'altro bene ( es. scelta C ). Le curve di indifferenza più interne sono, invece, associate a un livello di utilità inferiore. È importante soprattutto sottolineare che, nel caso delle curve di indifferenza, l'utilità soggettiva non è più misurata in modo preciso bensi comparata. In tal modo gli economisti neoclassici possono costruire una teoria del consumo sull'utilità ordinale, affrancandosi definitivamente dal problema della misurabilità dell'utilità cardinale.

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