Stanley William Jevons

William Stanley JevonsStanley William Jevons è un economista e filosofo inglese della seconda metà del XIX secolo. Nasce a Liverpool nel 1835. Al termine degli studi diventa professore di logica e filosofia morale a Manchester. È uno dei fondatori del marginalismo in economia e della scuola neoclassica. Si occupa di economia applicata, logica, statistica e matematica. Jevons contribuisce allo sviluppo della statistica descrittiva, della teoria delle probabilità e della teoria dei numeri indice. In politica Jevons un riformatore sociale di idee liberiste che si oppone a ogni forma di assistenzialismo. Muore a Gallery Hill nel 1882.

Il pensiero economico di Jevons

Jevons considera l'economia come una scienza quantitativa da studiare con gli strumenti della logica e della matematica.

L'economista concentra il suo studio sullo scambio.

Secondo Jevons tutti gli agenti economici razionali hanno due caratteristiche in comune:

  • Il consumo fornisce utilità. Tutte le persone ottengono l'utilità ( soddisfazione dei bisogni ) tramite il consumo dei beni.
  • Massimo piacere al minimo sforzo. Ogni individuo persegue la propria felicità cercando di massimizzare il piacere al netto del sacrificio (pena).

Pertanto, osservando la somma dei piaceri e delle pene si spiegano le scelte economiche della persona.

Nota. Jevons non trascura la teoria della produzione e dell'accumulazione. Al contrario, elabora una teoria della produzione basata sui fondamentali della sua teoria dello scambio. In particolar modo, sul concetto dei rendimenti decrescenti.

La teoria del valore di Jevons

Jevons formula una teoria del valore soggettiva basata sull'utilità.

Il valore ( prezzo ) dipende interamente dall'utilità

Secondo Jevons il valore di un bene economico è determinato dall'utilità soggettiva degli individui.

Considera l'utilità come la grandezza psichica che permette la misurazione del valore di scambio.

la teoria soggettivista del valore di Jevons

Pertanto, l'economista inglese si distacca nettamente dalla teoria del valore della scuola classica verso cui è fortemente critico.

Nota. La teoria del valore-lavoro della scuola classica è oggettivista. Lega il valore al lavoro contenuto nelle merci.

Per costruire una teoria del valore soggettiva Jevons si ispira all'utilitarismo e alla teoria del calcolo dei piaceri di Bentham.

Tuttavia, Jevons rielabora il concetto di utilità in una nuova forma e si distacca dal pensiero di Bentham su diversi aspetti.

Le differenze tra Jevons e Bentham sul concetto di utilità. Secondo Jevons l'utilità è la somma dei piaceri e delle pene della persona. Si tratta di un aspetto psicologico che riguarda il soggetto. L'utilità non è una qualità oggettiva e intrinseca del bene. Viceversa, per Bentham l'utilità è sia fisica ( intrinseca all'oggetto ) che psicologica.

Un individuo razionale massimizza la propria utilità tramite le proprie scelte.

Jevons sviluppa la teoria utilitarista per cercare di capire il meccanismo mazzimizzante e le scelte degli individui.

Per spiegare le scelte economiche degli individui, l'economista elabora il principio dell'utilità marginale decrescente che Jevons chiama utilità finale o grado finale di utilità.

Nota. L'utilità marginale è il principale contributo teorico di Jevons alla storia del pensiero economico. È il contributo più originale e innovativo su cui viene fondata la rivoluzione marginalista.

L'utilità marginale decrescente

Secondo Jevons, il rapporto tra l'utilità marginale e l'incremento marginale delle quantità del bene decresce con l'aumentare delle quantità consumate.

l'utilità marginale si riduce con la quantità di consumo del bene

L'economista utilizza l'utilità marginale per spiegare lo scambio economico tra due individui e la scelta di consumo di un individuo tra due beni.

Lo scambio di beni tra due individui

Secondo l'economista, lo scambio avviene quando il rapporto delle utilità marginali dei due individui eguaglia il rapporto tra i prezzi dei beni scambiati.

lo scambio di mercato spiegato con  le utilità marginali ponderate

La scelta di consumo di un individuo tra più beni

Secondo Jevons, nelle scelte di consumo un individuo razionale sceglie sempre le quantità che eguagliano le utilità marginali ponderate con i prezzi.

UTILITA MARGINALE PONDERATA

Un esempio pratico

Un consumatore deve scegliere la quantità di consumo del bene A e del bene B.

La scelta ottimale è quella che eguaglia l'utilità marginale ponderata del bene A con quella del bene B.

Questo metodo consente all'individuo di massimizzare l'utilità ottenuta dal consumo dei due beni.

Nota. Nello studio dell'economia Jevons utilizza gli strumenti e il formalismo del linguaggio matematico.

La produttività marginale decrescente

Jevons rigetta la teoria estensiva della rendita dei classici e rielabora la legge dei rendimenti decrescenti intensiva di Ricardo per estenderla a tutti i fattori produttivi.

Cosa afferma la teoria della rendita intensiva di Ricardo? Secondo Ricardo l'incremento del lavoro su una terra aumenta la rendita, ossia la produzione agricola, in modo decrescente. La teoria della rendita intensiva di Ricardo applica la legge dei rendimenti decrescenti soltanto alla produzione agricola.

Nella sua analisi Jevons ipotizza la sostituibilità tra tutti i fattori produttivi ( input ) di qualsiasi produzione. Pertanto, non solo agricola ma anche industriale.

In questo modo ridefinisce la legge della produttività marginale decrescente in modo universale.

la produttività marginale decrescente di un input

Un incremento marginale di input ( capitale, terra o lavoro ) aumenta la produzione ma in modo decrescente.

Pertanto, la produttività del fattore si riduce con l'impiego del fattore stesso.

La teoria dell'offerta di lavoro

Jevons utilizza l'utilità marginale anche per costruire una propria teoria dell'offerta di lavoro.

Secondo l'economista, il lavoro è una utilità negativa ( disutilità ).

Un lavoratore offre di lavorare una quantità di ore ( male / sacrificio ) soltanto per poter acquistare i beni di consumo ( piacere ).

Pertanto, l'offerta di lavoro è determinata dall'uguaglianza tra il beneficio marginale del lavoro e la disutilità marginale del lavoro.

l'offerta di lavoro è determinata dall'uguaglianza tra il beneficio marginale del lavoro e la disutilità marginale del lavoro

Le opere di Jevons

Le principali opere di Jevons sono le seguenti:

  1. La teoria dell'economia politica ( 1871 )
  2. Principi della scienza ( 1874 )
    ("Principles of Science")
    In quest'opera Jevons respinge l'induttivismo baconiano per proporre un metodo di investigazione induttivo basato su ipotesi ed esperimento.

Le altre opere minori

  1. "Logica pura" ( 1864 )
  2. "I limiti dello sviluppo: la questione del carbone" ( 1874 )
    In questo studio Jevons evidenzia l'importanza del carbone come risorsa energetica per il sistema economico inglese. Tuttavia, sottolinea come la natura esauribile della risorsa fossile possa porre dei limiti allo sviluppo economico.
  3. "Il periodo solare e il prezzo del grano" ( 1875 )
    In questo rapporto Jevons prova a collegare la regolarità dei cicli economici con l'influenza delle macchie solari sui raccolti agricoli.
  4. "Studi di logica deduttiva" ( 1880 )
  5. "Lo stato in relazione al lavoro" ( 1882 )
    In quest'opera l'autore critica la relazione decrescente tra profitti e salari elaborata da Ricardo. Rifiuta l'esistenza di un conflitto tra classi sociali. Al contrario, Jevons ritiene che i rapporti economici tra lavoratori e capitalisti siano basati sull'armonia universale. Secondo l'autore, qualsiasi conflitto si risolve in modo naturale con la concorrenza di mercato.
  6. "Ricerche sulla moneta e sulla finanza" ( 1884 )
  7. "Principi di economia" ( 1905 - pubblicato postumo )

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  1. S.W. Jevons
  2. l'armonia universale
  3. la teoria dell'offerta del lavoro
  4. la teoria della rendita
  5. la teoria del capitale