Scuola austriaca

La Scuola austriaca è una corrente del pensiero economico neoclassico che si sviluppa alla fine del XIX secolo presso l'Università di Vienna. Il principale esponente è Carl Menger, uno dei fondatori del marginalismo e della teoria economica neoclassica.

Il nome "Scuola austriaca" è usato per la prima volta con un'accezione negativa dagli oppositori delle teorie di Menger per denigrarlo. In particolar modo dalla Scuola storica tedesca di Schmoller. Successivamente il termine "Scuola austriaca" entra a far parte della storia del pensiero economico per identificare la teoria economica di Menger e degli altri economisti austriaci neoclassici alla fine del Ottocento.

La teoria di Carl Menger

Carl Menger costruisce una teoria del prezzo basata sul principio di utilità marginale decrescente.

Secondo Menger, il valore di un prodotto è determinato dall'utilità dell'ultima unità consumata del bene da parte del consumatore.

Menger critica l'approccio della teoria classica e le teorie del valore oggettive, incentrate sul costo di produzione o sulla quantità di lavoro incorporato nelle merce.

L'economista austriaco usa il metodo deduttivo per formulare le leggi economiche, in grado di spiegare i fenomeni economici.

Inoltre, elabora una teoria economica basata sull'individualismo metodologico.

Menger è pertanto in piena contrapposizione con il metodo induttivo e l'organicismo metodologico della Scuola storica tedesca di Schmoller.

Gli economisti della Scuola austriaca

I principali economisti della Scuola austriaca sono i seguenti:

  1. Carl Menger
  2. Friedrich von Wieser
  3. Eugen von Böhm-Bawerk
  4. Ludwig von Mises
  5. Friedrich von Hayek

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