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Problema energetico

Il problema energetico è un termine coniato per indicare la crescente domanda di energia della società umana a fronte di una offerta di energia primaria legata a fonti di energia fossile ed esauribili. Si comincia a parlare di problema energetico soltanto con le prime crisi energetiche degli anni '70 del Novecento. Fino al '700 il fabbisogno di energia della società umana è limitato allo sfruttamento dell'energia animale e dell'energia termica Qualsiasi sforzo e lavoro è compiuto con la forza muscolare degli uomini e degli animali. La combustione del legno è utilizzata prevalentemente per cucinare e per il riscaldamento delle case. L'energia eolica è, invece, utilizzata per il trasporto marittimo tramite le barche a vela. L'invenzione della macchina a vapore nel XVIII secolo segna l'inizio della Rivoluzione industriale. Lo sfruttamento dei combustibili fossili ( carbone, petrolio, gas ) consente di alimentare la meccanizzazione e l'automatizzazione dei processi industriali. Le risorse energetiche diventano strategiche per le economie nazionali e cominciano a presentarsi i primi problemi ambientali in termini di inquinamento e deturpazione dell'ambiente Non si può, tuttavia, ancora parlare di problema energetico. Al contrario, all'inizio del '900 l'uomo mostra piena fiducia nel progresso tecnologico e nella crescita economica infinita. La storia del problema energetico nel Novecento può essere suddivisa nelle seguenti fasi storiche.

  • Progresso e crescita infinita.Nella prima metà del Novecento le riserve delle principali riserve di energia sono abbondanti e l'energia può essere utilizzata dall'uomo a basso costo. Nel corso del XX secolo il fabbisogno energetico cresce in progressione geometrica. Negli anni '70 la domanda di energia è quattro volte superiore rispetto a quella di inizio secolo. Prevale la fiducia nel progresso tecnologico e l'idea della crescita economica infinita
  • Shock petroliferi del '73. Un primo rallentamento si presenta soltanto in occasione delle crisi energetiche del 1973-74, quando una stretta nell'offerta dei paesi produttori di petrolio costringe il mondo sviluppato ( Nord del mondo ) a scontrarsi con la scarsità e con la dipendenza dalle risorse energetiche straniere. Le riserve di energia fossile ( gas, carbone, petrolio ) sono concentrate in pochi paesi, molti dei quali si sono affrancati dal colonialismo europeo. Il costo dell'energia inizia a crescere rapidamente, mettendo in crisi l'economia industriale in Europa e in America. In questi anni si moltiplicano gli sforzi nell'efficienza energetica e nelle energie alternative. Nel mondo accademico si comincia a parlare di limiti dello sviluppo e di sviluppo sostenibile.
  • Problema ambientale. Negli anni '70 l'umanità assiste anche alle conseguenze ambientali dello sviluppo su scala globale. L'inquinamento transnazionale, il buco nell'ozono e l'effetto serra si trasformano in un argomento politico e mediatico ( problema ambientale ) . Qualunque tipo di centrale termoelettrica ( carbone, petrolio, gas ) provoca inquinamento atmosferico, le centrali elettriche nucleari hanno un impatto elevato sull'ambiente in caso di incidente e le stesse centrali idroelettriche, pur essendo una fonte di energia pulita e rinnovabile, modificano profondamente l'ecosistema locale tramite la costruzione delle dighe. Sia il problema energetico che il problema ambientale spingono verso la ricerca di nuove fonti di energia e verso politiche di efficienza e di risparmio energetico.
  • Scoperta nuove riserve ed efficienza energetica. Negli anni '80-90 la scoperta di nuove riserve petrolifere e l'incremento dell'efficienza energetica consentono ai paesi industrializzati del Nord del mondo di allentare il vincolo energetica, senza comunque risolvere il problema energetico. Il costo dell'energia si riduce e il problema energetico non è più una priorità nelle agende dei governi. Il problema ambientale, invece, prosegue il suo cammino politico con accordi finalizzati al contenimento delle emissioni CO2 e degli altri inquinanti. Tra i vari accordi internazionali, spicca per importanza il Protocollo di Kyoto del 1997.
  • Sviluppo economico di Cina e India. Negli anni duemila il fabbisogno energetico accusa una nuova fase di accelerazione a causa dello sviluppo economico dei paesi emergenti del Sud del mondo. In particolar modo della Cina e dell'India. Il costo dell'energia torna nuovamente a crescere. Soltanto la crisi economica globale del 2008 riesce a rallentare la crescita del fabbisogno energetico. L'assenza di una fonte energetica alternativa in grado di sostituirsi alle risorse energetiche fossili, in via di esaurimento, rende il problema energetico una delle questioni ancora da risolvere. Anche il problema ambientale è ancora lontano dall'essere risolto. I principali paesi produttori di emissioni CO2 non partecipano al Protocollo di Kyoto, gli Stati Uniti d'America non ratificano il Protocollo mentre la Cina, in quanto paese in via di sviluppo negli anni '90, non è obbligata al rispetto degli accordi di Kyoto.
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