Karl Marx

Karl Marx è un filosofo ed economista tedesco del XIX secolo. Nasce a Treviri nel 1818. È uno dei pensatori più influenti del socialismo e del comunismo. Fin da giovane si occupa di politica attivamente come giornalista. Elabora una dura critica della società capitalistica. Nel 1848 scrive il "Manifesto del partito comunista", insieme a Engels, per la Lega dei comunisti, il movimento a cui aderisce. Partecipa alla fondazione della fondazione della prima Internazionale socialista. Nel 1867 pubblica il primo volume dell'opera Il Capitale ( Das Kapital ). Muore a Londra nel 1883.

Il materialismo storico

Marx ha una concezione materialistica della storia. Secondo Marx, in un'epoca storica le idee sono determinate dalle condizioni materiali della vita degli uomini e dai modi di produzione.

Nella sua teoria del materialismo dialettico, il filosofo trova le ragioni del superamento del capitalismo e della società borghese.

La società capitalistica si fonda sulla produzione alienante e sullo sfruttamento dei lavoro. Secondo Marx, queste stesse condizioni causeranno la rivoluzione dei lavoratori e la fine del capitalismo.

Il legame tra Marx e i classici

Marx ha un rapporto stretto con l'economia classica. In particolar modo con la teoria di David Ricardo.

E' lo stesso Marx a usare per primo il termine "classici" per indicare gli economisti inglesi che studiano il capitalismo seguendo un metodo scientifico. Marx vuole distinguerli dagli economisti "volgari" ossia dagli apologeti che promuovono il capitalismo soltanto per motivi politici.

Secondo Marx l'economia classica è l'espressione teorica della borghesia inglese agli inizi del XIX secolo, nel momento in cui il sistema capitalistico si afferma.

i rapporti tra le classi sociali nel 1815-1830

In questo momento storico la borghesia si fa portatrice degli interessi generali della collettività contro l'aristocrazia e i proprietari terrieri che detengono il potere politico dal feudalesimo.

Nota. In questa fase la borghesia e il proletariato sono uniti per lottare contro i vecchi detentori del potere.

Per questa ragione l'economia classica usa il conflitto di classe per spiegare la natura dei fenomeni sociali.

Una volta affermatasi la società borghese in Francia e in Inghilterra, a partire dal 1830 il conflitto tra le classi sociali comincia a mutare.

Il conflitto di classe si sposta tra i borghesi ( industriali ) e i proletari ( lavoratori ).

il conflitto tra le classi sociali nel periodo 1830-1848

La borghesia e gli aristocratici si uniscono per difendere il loro potere politico-economico dalle crescenti proteste sindacali dei lavoratori e dai moti rivoluzionari democratici.

Questo nuovo conflitto tra le classi sociali culmina con i moti del 1848 e la sconfitta del proletariato

Nota. Alla metà del XIX secolo gli economisti favorevoli al capitalismo iniziano a prendere le distanze dalla teoria classica ricardiana e dal conflitto di interesse tra le classi sociali. Preferiscono ricostruire una teoria economica basata sull'armonia degli interessi di tutti i fattori produttivi ( capitalisti, lavoratori, proprietari terrieri ) cercando di far scomparire anche il concetto stesso di classe sociale.

L'economia classica ricardiana continua invece a essere usata dai socialisti ricardiani e da Marx come prova scientifica dello sfruttamento del lavoro.

Per questo motivo Marx si considera un erede della tradizione classica.

Tuttavia, Karl Marx critica i classici su diversi punti:

  1. L'origine del profitto. Gli economisti classici non spiegano la natura del profitto. Secondo Marx, l'origine del profitto è nello sfruttamento del lavoro.
  2. Il capitalismo. I classici considerano il capitalismo come un sistema generale e universale. Secondo Marx, invece, il capitalismo è solo un modo di produzione che si presenta in un particolare contesto storico ed evolve nel corso del tempo.

Origine del profitto e sfruttamento del lavoro

Secondo Karl Marx il profitto ha origine dallo sfruttamento del lavoro.

Per dimostrare questa testi Marx utilizza la teoria del valore-lavoro di David Ricardo.

Secondo la teoria ricardiana, il valore della merce è uguale al valore della forza lavoro utilizzata per produrla.

Differenza tra Marx e i socialisti ricardiani. A differenza dei socialisti ricardiani, Karl Marx evita ogni richiamo al giusnaturalismo di John Locke e qualsiasi giustificazione etico-filosofica. Il prezzo delle merci o del lavoro non sono fissati da una legge naturale bensì dal mercato. Il prezzo naturale è il prezzo di mercato. Secondo Marx l'origine del valore non è l'ordine naturale bensì le condizioni della produzione in generale.

I lavoratori offrono la propria forza lavoro nel mercato del lavoro.

Per produrre la forza lavoro, i lavoratori devono consumare dei beni necessari alla sussistenza e alla riproduzione.

Il lavoro viene considerato come una merce. Secondo la teoria del valore-lavoro, il valore di una merce è pari al valore del lavoro contenuto. Il valore della forza lavoro è pari al valore dei mezzi di sussistenza e riproduzione del lavoratore.

il valore della forza lavoro

Il capitalista paga il valore di scambio per acquistare il valore d'uso della forza valore.

Per farlo, il capitalista anticipa ai lavoratori una parte del proprio capitale ( detto capitale variabile ) sotto forma di salari.

Per iniziare il processo produttivo il capitalista deve anticipare una parte del capitale anche acquistare i macchinari ( detto capitale costante ).

Differenza tra capitale costante e capitale variabile. Il capitale costante trasmette al prodotto soltanto il proprio valore. Il capitale variabile, invece, si valorizza nel processo produttivo e trasmette al prodotto un valore superiore a quello di origine.

Dopo lo scambio la forza lavoro acquistata diventa un mezzo di produzione nelle mani del capitalista. Entra nel processo produttivo come capitale.

Tuttavia, nel processo produttivo il lavoro ha una capacità di produzione superiore al valore della forza lavoro.

differenza tra la capacità di produzione del lavoro e il valore della forza lavoro

Questa differenza è detta plusvalore.

Secondo Marx anche il plusvalore nasce dal lavoro.

Pertanto, se il valore è lavoro, allora il plusvalore è pluslavoro.

il plusvalore è pluslavoro

Nota. Essendo la valorizzazione del capitale, il plusvalore appartiene al capitalista perché ha acquistato il valore d'uso dei mezzi di produzioni, ivi incluso anche il lavoro.

Il capitalista utilizza il plusvalore per pagare le rendite e gli interessi.

La parte residua del plusvalore dà origine al profitto.

l'origine del profitto secondo Marx

Nota. Secondo Marx il plusvalore esiste in qualsiasi modo di produzione. Nell'economia capitalistica il plusvalore è il profitto. Nell'economia feudale, invece, il plusvalore è la decima pagata dai contadini ai feudatari. Cambia la forma ma la sostanza della produzione ( sovrappiù ) è sempre la stessa.

La distribuzione della proprietà secondo Marx

Nel modo di produzione del capitalismo il saggio di profitto è uniforme tra le imprese.

Quindi, le merci non sono vendute al loro valore-lavoro, bensì al loro prezzo di produzione.

Nota. Il valore del prodotto resta sempre uguale al lavoro. Tuttavia, la presenza del profitto spinge i prezzi di produzione ad allontanarsi dal loro valore-lavoro.

I prezzi di produzione delle merci redistribuiscono il valore-lavoro dai lavoratori ai capitalisti.

Pertanto, la distribuzione della proprietà e della ricchezza tra i capitalisti ha origine dall'accumulo del lavoro altrui.

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Karl Marx

  1. Karl Marx
  2. Il pluslavoro
  3. La scuola marxista
  4. La teoria del valore di Marx
  5. La teoria del salario
  6. La teoria della moneta
  7. Le crisi economiche cicliche nel capitalismo
  8. Le leggi del movimento