Teorema di Coase

Il teorema di Coase afferma la superiorità della contrattazione tra gli agenti economici rispetto all'intervento pubblico da parte dello Stato, quando i diritti di proprietà sono ben definiti e non esistono costi di negoziazione e di transazione tra gli agenti. Il teorema viene pubblicato nel 1960 da Ronald Coase nell'articolo "The Problem of Social Cost". Secondo l'economista il problema delle esternalità e dei costi sociali ( es. inquinamento ) può essere affrontato in modo efficiente attraverso il mercato, assegnando dei diritti di proprietà agli agenti economici. L'inquinamento ambientale è una forma di esternalità ed è un fallimento di mercato, poiché deriva dall'eccessivo sfruttamento delle risorse naturali non possedute da nessuno ( es. aria, acqua, ecc. ). Qualsiasi problema ambientale, secondo Coase, può essere risolto definendo meglio il diritto di proprietà sulle risorse naturali.

  • Diritto di proprietà di chi subisce l'inquinamento. Se un soggetto possiede il diritto di proprietà a non subire l'inquinamento, chi inquina può contrattare il permesso a produrre e inquinare, in cambio di una equa compensazione economica. Ad esempio, inizialmente l'equilibrio si trova nel punto di origine del diagramma (Y=0). Al produttore conviene acquistare il diritto a inquinare per produrre Y* unità del bene, offrendo un risarcimento pari a D+E a chi subisce l'inquinamento. Sicuramente il soggetto accetta l'offerta poiché ottiene un risarcimento ( D+E ) superiore al danno ( D ). Il produttore conquista un beneficio lordo pari a D+E+F. Al netto del risarcimento danni ( D+E ) il produttore ottiene un beneficio netto pari ad F. Il punto di equilibrio E è un ottimo paretiano, in quanto entrambi i soggetti hanno migliorato la propria situazione. Al produttore non conviene acquistare altri permessi, oltre a Y*, perché il costo marginale dell'acquisto sarebbe maggiore al beneficio marginale ottenibile.
    la situazione con i diritti di proprietà a chi subisce l'inquinamento
  • Diritto di proprietà di chi inquina. L'inquinatore possiede il diritto di proprietà e può produrre senza problemi YMAX unità del bene, dove il beneficio marginale privato si annulla ( BMp ). Il soggetto danneggiato ( inquinato ) subisce un enorme quantità di inquinamento ( costo sociale ). Chi subisce l'inquinamento può contrattare la riduzione della produzione da YMAX a Y*, riconoscendo al produttore una compensazione economica pari a A+B. Il produttore accetta sicuramente poiché rinuncia al beneficio privato della produzione (A) per ottenere una compensazione di entità superiore (A+B). Il soggetto danneggiato ottiene un beneficio lordo pari a A+B+C. In conclusione, al netto della compensazione (A+B) il soggetto danneggiato consegue un beneficio netto pari alla superficie C. Nel punto E si verifica un ottimo paretiano, entrambi i soggetti hanno migliorato il proprio benessere rispetto alla situazione iniziale. Al danneggiato non conviene acquistare un'ulteriore riduzione dell'inquinamento, al di sotto di Y*, perché il costo marginale dell'acquisto sarebbe superiore al beneficio marginale ottenibile.
    la situazione con i diritti di proprietà a favore di chi inquina

La compensazione non è stabilità né dallo Stato, né da altri soggetti esterni. Sono gli stessi soggetti ( inquinante e danneggiato ) a individuare l'entità del risarcimento mediante un processo di contrattazione privata. A differenza di altre posizioni teoriche, Ronald Coase non presuppone a priori il diritto del danneggiato a non subire l'inquinamento o quello del soggetto inquinante a inquinare. Secondo Coase, nei fenomeni economici le diseconomie esterne si verificano in conseguenza della mancata definizione dei diritti di proprietà sulla risorsa naturale. Il fallimento dei mercato viene risolto da Coase mediante la definizione dei diritti di proprietà, senza alcun intervento dello Stato, salvo che tutelare il rispetto del diritto di proprietà nei problemi economici e garantire costi di contrattazione quasi nulli. Il teorema di Coase è alla base delle politiche economiche ambientali e di controllo dell'inquinamento di tipo non interventista ( approccio dei diritti di proprietà ). Per affrontare il problema ambientale non viene giustificato l'intervento dello Stato con tasse o regolamentazioni. Lo stesso risultato può essere ottenuto, in modo più efficiente, attraverso l'assegnazione dei diritti di proprietà e le contrattazioni private. In tali circostanze le sole forze di mercato conducono verso un equilibrio sociale ottimale ( Y* ). Ronald Coase critica l'intervento statale. Secondo l'approccio dei diritti di proprietà, la gestione pubblica delle risorse naturali non migliora il benessere sociale. Le ragioni del rifiuto di Coase nei confronti delle politiche interventiste sono principalmente le seguenti:

  • Fallimenti del mercato. La proprietà pubblica delle risorse naturali è all'origine stessa del fenomeno dell'inquinamento e dei fallimenti del mercato, poiché non sono definiti di diritti di proprietà della risorsa. L'abbandono dei diritti di proprietà a favore della proprietà pubblica non risolve la questione delle diseconomie bensì la aggrava.
  • Fallimenti dello Stato. Le decisioni dei policy maker sono influenzate dai gruppi di pressione e dai gruppi di interesse, in modo più o meno lecito, per soddisfare gli interessi particolari al posto degli interessi pubblici.

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note
  1. Le critiche al teorema di Coase
  • Premio Nobel per l'economia. Nel 1991 viene consegnato a Ronald Coase il premio Nobel per l'economia in virtù del teorema omonimo.


Le critiche al teorema di Coase

La teoria della contrattazione è soggetta a diverse critiche. Pur avendo un notevole contributo teorico nello studio della gestione delle risorse naturali, non è così frequente constatare le negoziazioni tra chi produce e chi subisce l'inquinamento. Le principali argomentazioni critiche sono le seguenti:

  • Costi di transazione elevati. In una negoziazione i costi di transazione non sono nulli. Sulla base dell'entità dei costi di transazione può avvenire o meno una contrattazione. Ad esempio, in molti casi è difficoltoso mettere in contatto le parti, la risorsa potrebbe appartenere a molti soggetti ( risorsa pubblica ) oppure le parti potrebbero non essere facilmente identificabili ( es. inquinamento transnazionale ). Se il beneficio totale massimo ottenibile dalla negoziazione (B) è inferiore al costo di transazione CT, a nessuna delle due parti conviene avviare la contrattazione. È sufficiente che soltanto una singola parte abbia dei costi di transazione superiori ai benefici per far saltare l'intero tavolo della trattativa. Nel seguente diagramma è rappresentato il caso dei costi di transazioni CT superiori al massimo profitto ottenibile dall'impresa ( max π ). Il profitto π è determinato dalla differenza tra i benefici privati Bp dell'impresa produttrice e la compensazione economica CS riconosciuta al soggetto danneggiato dall'inquinamento. In tale circostanza non esiste alcun margine di contrattazione tra le parti e l'impresa decide di non produrre (Y=0).
    esempio di costi di transazione elevati nel teorema di Coase
    In questi casi potrebbe essere utile un intervento statale di regolamentazione, in cui lo Stato si presenta come intermediario o sostituto di una delle due parti. Se i benefici totali (B) conseguibili dall'accordo sono superiori al costo dell'intervento statale della regolamentazione (G) e quest'ultimo è più basso dei costi di transazione (Ct), l'intervento statale migliora la situazione per tutti i soggetti coinvolti. Tuttavia, così facendo, decade la presunta superiorità del mercato ipotizzata dallo stesso Coase.
  • Generazioni future. Spesso le conseguenze dell'inquinamento non incidono sulle generazioni correnti bensì sui soggetti non ancora nati. Ad esempio, l'effetto serra o il buco nell'ozono destabilizzano nel tempo l'ecosistema, producendo effetti soltanto nel lungo periodo. Le generazioni future non possono partecipare ad alcuna negoziazione o contrattazione con le generazioni correnti. Si potrebbe supporre, in tali casi, che sia lo Stato a sostituirsi ai loro interessi. Tuttavia, lo Stato è sorretto da organi politici ( policy maker ) che sono, a loro volta, guidati da politici eletti dalle generazioni correnti. È quindi legittimo ipotizzare una scarsa o inferiore tutela dei diritti delle generazioni future nei casi in cui gli interessi della generazione corrente siano in conflitto con quelli della generazione futura ( es. inquinamento globale di lungo periodo, consumo risorse non rinnovabili, debito pubblico, ecc. ).
  • Costo dell'informazione. È spesso difficile identificare tecnicamente chi produce l'inquinamento ( esternalità negativa ) e chi lo subisce. Queste informazioni implicano un costo aggiuntivo che si somma al costo della transazione. Ad esempio, chi subisce l'inquinamento potrebbe essere costretto a investire ingenti risorse finanziarie per trovare l'inquinatore, senza avere la certezza di trovarlo. Quando il costo dell'informazione è molto alto e/o i rischi di insuccesso nella ricerca sono elevati, il legittimo titolare del diritto di proprietà ( inquinato ) rinuncia a priori alla negoziazione. Anche se la ricerca fosse affidata allo Stato, in un'analisi costi/benefici il costo della ricerca potrebbe non essere compensato dal ricavo sociale ottenibile.
  • Beni pubblici ( proprietà comune ). La proprietà privata non può essere applicata in qualsiasi situazione. In tali circostanze, ad esempio nei beni pubblici, sulla risorsa naturale vale il principio della proprietà comune. Le risorse di proprietà comune appartengono a una molteplicità di soggetti. In teoria, i soggetti dovrebbero eleggere un rappresentante per partecipare alle contrattazioni e, infine, si dovrebbero attenere agli accordi presi ( comportamento cooperativo ). Tuttavia, nella realtà, ogni singolo individuo potrebbe essere tentato a non rispettare l'accordo ( interesse individuale ), attuando una strategia non cooperativa a danno di tutti gli altri ( interesse collettivo ). Questo fenomeno è tanto più probabile, quanto più sono bassi il rischio di essere scoperti e le sanzioni. Ad esempio, nel problema del libero battitore l'equilibrio ottimale si raggiunge quando tutti limitano il taglio del bosco alle quantità pattuite. Un battitore potrebbe decidere di abbattere più alberi, traendo un vantaggio personale a scapito degli altri. Gli altri potrebbero adottare la stessa strategia, non sentendosi rassicurati sul rispetto delle regole da parte di tutti. La somma di questi comportamenti causa la caduta delle trattative del cartello. L'interesse individuale e quello collettivo
  • Comportamenti strategici ( minacce ). La contrattazione potrebbe generare comportamenti strategici devianti. Ad esempio, alcuni produttori potrebbero dichiarare di voler iniziare un'attività economica in un settore, al solo scopo di ottenere la compensazione economica da parte dello Stato o dei soggetti inquinati. Inoltre, la limitazione della produzione di un produttore è un accordo privato e non coinvolge necessariamente anche gli altri produttori del settore, né elimina la possibilità che altre imprese decidano di entrare nel mercato in futuro.

Economia dell'ambiente


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