Giustino II

La morte dell'imperatore Giustiniano, nel 565, segna l'inizio di un profondo periodo di crisi dell'impero bizantino. Gli succede al trono il nipote, Giustino II.

L'impero di Giustino II ( 565 - 578 )

Il suo regno comincia con buoni auspici, amministra in prima persona la giustizia e proclama la tolleranza religiosa universale.

Tuttavia, l'impero bizantino si trova di fronte a forti pressioni e pericoli esterni.

Il rifiuto di pagare il tributo agli avari

A differenza del suo predecessore, l'imperatore Giustiniano si rifiuta di pagare il tributo alla popolazione degli avari, convinto di essere in grado di difendersi da qualsiasi attacco proveniente dalle regioni danubiano..

Nonostante le minacce, gli avari non invadono l'impero romano d'oriente.

Tuttavia, ne approfittano per attaccare i regni dei franchi e dei gepidi.

Questi ultimi ( gepidi ) sono alleati dei bizantini e svolgono un'importante funzione a protezione dell'impero d'oriente e dell'Italia.

Gli avari e longombardi distruggono il regno dei gepidi

Giustino II non interviene a difesa dei suoi alleati e, nel 567, il regno dei gepidi capitola e viene conquistato dagli avari e dai longobardi.

La distruzione del regno dei gepidi espone la penisola italica al pericolo delle invasioni barbariche.

La destituzione di Narsete

In Italia gli abitanti di Roma si lamentano con l'imperatore bizantino per la politica di governo attuata dal generale Narsete.

Nota. Narsete è accusato di corruzione e di aver alzato oltremisura la pressione fiscale sui sudditi romani.

Nel 568 l'imperatore Giustino II decide la destituire il generale Narsete, sostituendolo con Longino.

Per vendicarsi della sua destituzione, il generale Narsete scrive ai longobardi di Alboino e li invita a invadere l'Italia.

L'invasione dei longobardi in Italia

I longobardi accettano l'invito di Narsete, lasciano i loro territori in Pannonia per invadere l'Italia.

Nel 569 capitola Milano e gran parte dell'Italia nord-occidentale viene conquistato dei longobardi. Dopo tre anni di assedio, nel 572 viene conquistata anche Pavia.

Approfittando delle pessime condizioni dell'esercito bizantino, i longobardi occupano anche la Tuscia e gran parte dei territori dell'Appennino meridionale.

Nel 572 la penisola italiana è frammentata a macchia di leopardo tra bizantini e longobardi.

Ai bizantini resta Ravenna, Padova, Roma, Napoli, le città costiere, la Liguria, la Sicilia, la Sardegna e la Corsica, la Calabria e la Puglia.

La morte di Alboino

L'invasione si interrompe nel 572 con la morte del re longobardo Alboino, ucciso in una congiura organizzata da sua moglie Rosmunda.

Nota. Rosmunda è la figlia del re dei gepidi, Cunimondo, ucciso dallo stesso Alboino qualche anno prima, durante l'invasione longombarda del regno dei gepidi.

L'espansione dei visigoti in Spagna e dei mori in Africa

Il momento di debolezza di Giustino II, restio a intervenire in qualsiasi guerra in Italia o altrove, spinge altri popoli a attaccare i possedimenti bizantini in Africa e Spagna.

Nel 570 il re dei visigoti Leovigildo approfitta dell'invasione longobarda in Italia per annettere parte dei territori bizantini nella Spagna meridionale.

Lo stesso accade nell'Africa bizantina tra il 569 e il 571. Sotto la guida del re Garmul i mori sconfiggono ripetutamente i bizantini sul campo di battaglia.

Nota. L'imperatore bizantino non corre in soccorso né degli alleati, né delle altre città bizantine in Italia, Spagna e Africa. Potrebbe inviare le truppe imperiali per fermare le invasioni ma non interviene.

La guerra tra bizantini e persiani

Nel 572 l'imperatore Giustino II compie un altro errore.

Rompe gli accordi di pace siglati da Giustiniano e si rifiuta di pagare dei tributi ai persiani. Inoltre, sostiene una rivolta antipersiana in Armenia.

Queste decisioni aprono un altro fronte bellico per i bizantini, questa volta a oriente.

La guerra volge subito a favore dei persiani che conquistano in breve tempo tutti i territori bizantini in Siria.

L'imperatore Giustino II è costretto a firmare un trattato di pace sfavorevole e riconoscere ai persiani il pagamento di un tributo annuale.

La pazzia e la morte di Giustino II

Le sconfitte militari bizantine in oriente e occidente fanno precipitare l'imperatore in uno stato di follia.

Nel 574 l'imperatore Giustino II viene convinto dalla moglie Sofia a indicare il generale Tiberio come cesare e successore.

Nello stesso anno Tiberio gli succede come nuovo imperatore bizantino. Mentre Giustino II si ritira a vita privata.

Ormai detronizzato e pazzo, Giustino II muore nel 578.

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