Adam Smith

Adam Smith è un economista e filosofo sociale scozzese. Nasce a Kirkcaldy in Scozia nel 1723. È un discepolo di Francis Hutcheson. Nel corso della sua carriera conosce Hume e Voltaire. Dal 1751 al 1763 insegna logica e filosofia all'università di Glasgow. Dal 1764 al 1766 soggiorna in Francia ed entra in contatto con molti economisti fisiocratici da cui apprende le teorie liberiste del lassez faire. Nel 1778 viene nominato commissario alle dogane per la Scozia. Muore nel 1790 a Edimburgo.

Adam Smith è considerato uno dei fondatori della teoria classica dell'economia politica e dell'economia politica moderna. È un convinto sostenitore del liberismo e della capacità del mercato di giungere al miglior risultato possibile, senza bisogno di intervento esterno. Elabora anche una teoria psicologica sui sentimenti morali delle persone.

La Ricchezza delle Nazioni e la mano invisibile

L'opera più importante di Adam Smith è il trattato "Nelle ricerche sopra la natura e la causa della ricchezza delle nazioni", pubblicato nel 1776, dove l'economista espone la sua teoria economica. L'opera è considerata il primo trattato sistematico di economia politica.

La "Ricchezza delle Nazioni" è suddivisa in cinque libri che analizzano rispettivamente la distribuzione, l'accumulazione, la storia dello sviluppo economico, la storia del pensiero economico e la finanza pubblica.

Secondo Smith, la ricchezza di una nazione è determinata dalla produttività del lavoro e dall'accumulazione del capitale.

La "Ricchezza delle Nazioni" è il primo trattato a essere riconosciuto da tutti, diventando un punto di riferimento degli economisti tra la fine del '700 e l'inizio dell'800. L'opera influisce sensibilmente sul linguaggio, sui metodi di analisi e sull'oggetto di indagine della nascente scienza economica. Con quest'opera nasce l'economia politica moderna.

La divisione del lavoro e la produttività

Smith individua una correlazione diretta tra la divisione del lavoro e la produttività del lavoro. La divisione del lavoro consente alle persone di specializzarsi su specifiche mansioni ( specializzazioni ) e ad effettuare le operazioni più velocemente, facendo così aumentare la produttività complessiva della produzione.

La teoria della mano invisibile

Un altro concetto di grande importanza nella teoria di Smith è la mano invisibile. Secondo l'economista scozzese, ogni uomo compie le scelte che conducono a massimizzare il suo vantaggio ( piacere o utilità ). Ogni individuo è il miglior giudice del proprio interesse.

Questo comportamento individuale egoistico non porta soltanto al massimo benessere individuale ma conduce anche al migliore risultato collettivo e all'allocazione efficiente delle risorse.

la mano invisibile nella teoria di Adam Smith

La ricerca del guadagno individuale ( interesse individuale ) spinge indirettamente la società verso il massimo benessere possibile ( interesse collettivo ) come una mano invisibile. I singoli individui non ne sono nemmeno consapevoli.

Una delle condizioni del buon funzionamento della mano invisibile è che vi sia libertà di impresa e il mercato si trovi in regime di concorrenza. In tali circostanze lo Stato non dovrebbe intervenire.

Il prezzo dei beni è determinato soltanto dalle forze di mercato quando si raggiunge l'equilibrio di mercato, ossia quando la domanda eguaglia l'offerta del bene. Il processo di formazione dei prezzi è del tutto naturale e non è influenzato da un'autorità esterna.

Il liberismo economico e l'intervento pubblico

Adam Smith è uno dei sostenitori inglesi del liberismo. Secondo Smith lo Stato non dovrebbe intervenire sui mercati, poiché questi ultimi sono in grado di autoregolarsi e di condurre all'equilibrio migliore per la società.

L'intervento pubblico del governo deve essere limitato soltanto ai settori della giustizia, della difesa e dell'educazione delle classi sociali meno abbienti.

Va comunque specificato che Smith non è un sostenitore cieco e radicale del liberismo. È consapevole che si possano verificare dei fallimenti di mercato, delle condizioni in cui le forze di mercato non conducono verso il massimo benessere sociale. Ad esempio, il monopolio impedisce il corretto funzionamento della mano invisibile.

Per questa ragione Adam Smith è favorevole all'intervento dello Stato anche per ridurre i poteri monopolistici e i privilegi. Suggerisce al governo inglese di ridurre l'enorme potere politico ed economico della Compagnia delle Indie orientali.

L'influenza del laissez faire della scuola fisiocratica francese

Durante il suo soggiorno in Francia Adam Smith entra in contatto con molti esponenti della scuola fisiocratica, come Quesnay, Mirabeau, Turgot e Morellet, dai quali apprende la teoria del laissez faire, ossia il convincimento che le forze naturali del mercato siano in grado di raggiungere l'equilibrio migliore possibile, senza bisogno di intervento esterno.

Come i fisiocratici anche Smith è fortemente critico nei confronti delle vecchie teorie protezionistiche dei mercantilisti e sostiene la necessità i rimuovere tutti gli ostacoli agli scambi di mercato per favorire il libero gioco delle forze naturali della domanda e dell'offerta.

La differenza tra i fisiocratici e Adam Smith

I fisiocratici applicano il laissez faire soltanto al settore agricolo. Smith, invece, lo estende a tutti i settori economici e, in particolar modo, al settore industriale. Per questa ragione Adam Smith non può essere considerato un fisiocratico.

La teoria dei sentimenti morali di Adam Smith

Nel 1759 Adam Smith pubblica l'opera "La teoria dei sentimenti morali" dove analizza il fondamento psicologico delle relazioni umane. Smith sviluppa la filosofia sociale di Hutcheson elaborando una morale della simpatia. Secondo Smith, ogni uomo compie le proprie scelte cercando di ottenere l'approvazione dei propri simili ( simpatia ). L'autore individua due tipi di simpatie:

  • Approvazione delle persone reali. È l'approvazione da parte delle persone reali presenti nella vita di un uomo, quelle che condividono lo stesso ambiente reale. Smith considera questa approvazione una simpatia parziale.
  • Approvazione della collettività. È l'approvazione astratta della propria coscienza e delle altre persone che partecipano alla vita della stessa comunità a cui appartiene l'uomo. Smith considera questa simpatia una forma di approvazione imparziale.

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note
  1. La teoria del mercato
  2. La teoria della distribuzione

La teoria del mercato

Adam Smith considera il valore come la quantità di lavoro che un bene può acquistare. Nella teoria dei prezzi distingue due tipi di prezzi, il prezzo naturale e il prezzo di mercato.

  • Il prezzo naturale. Il prezzo naturale è la somma dei salari, dei profitti e delle rendite medi di un bene.
  • Il prezzo di mercato. Il prezzo di mercato è, invece, il prezzo determinato dalla scarsità e dall'utilità del mede, tramite le forze della domanda e dell'offerta.


La teoria della distribuzione

La distribuzione del prodotto tra le classi sociali si ripartisce in base ai salari, ai profitti e alle rendite.

  • Salari. Il salario è determinato dall'offerta di lavoro.
  • Profitti. Il profitto è determinato dalla quantità di capitale disponibile. È una grandezza residuale ottenuta dalla differenza tra il prezzo di vendita del bene e il costo di produzione e il tasso di interesse sul capitale anticipato.
  • Rendite. La rendita è il costo dell'affitto della terra in relazione alla sua fertilità.

  1. Adam Smith
  2. la teoria economica classica
  3. il pensiero filosofico
  4. la teoria del mercato
  5. la mano invisibile
  6. la divisione del lavoro, la specializzazione e la produttività
  7. la teoria dello sviluppo
  8. la teoria dell'accumulazione
  9. la teoria della distribuzione
  10. la teoria del valore
  11. l'ipotesi della teoria additiva del valore