Teorie della finanza pubblica

Esistono diverse teorie sul ruolo della finanza pubblica, sugli obiettivi e sui compiti che lo Stato dovrebbe assolvere con l'intervento pubblico.

Le teorie economiche della finanza pubblica

Le teorie economiche analizzano la finanza pubblica come un qualsiasi fenomeno economico, prendendo in considerazione soltanto i fattori economici.

Le decisioni sono valutate in termini di massimizzazione del benessere collettivo o di convenienza economica.

la teoria economica della finanza pubblica

Le principali teorie economiche sono le seguenti:

  1. Teoria del consumo. Secondo la teoria del consumo di J.B. Say, il pagamento dei tributi finanzia la spesa pubblica ma sottrae risorse agli operatori privati. Pertanto, i tributi riducono gli investimenti produttivi e l'accumulazione di capitale, danneggiando l'economia.
  2. Teoria dello scambio. I tributi sono considerati come il prezzo da pagare per fruire dei servizi pubblici. Pertanto, deve sussistere un equivalenza economica tra il prelievo fiscale ai privati e i servizi pubblici offerti dallo Stato.
  3. Teoria della produzione. L'intervento pubblico in economia agevola lo sviluppo economico e la produzione privata dei beni e servizi. Si tratta di una teoria dello sviluppo formulata dai tedeschi A.Wagner e L.Stein per colmare il ritardo dell'industria nazionale tedesca e proteggerla dalla concorrenza estera.
  4. Teoria marginalista. Questa teoria applica il marginalismo anche alle scelte di finanza pubblica. L'utilità marginale di ogni scelta pubblica deve essere uguale a quella fornita dalle altre scelte necessarie a soddisfare i bisogni pubblici e privati dei cittadini.

Le teorie politico-sociologiche

Le teorie politico-sociologiche della finanza pubblica considerano sia i fattori economici che extraeconomici.

  1. La teoria politica. Secondo la teoria politica la finanza pubblica è determinata dalle scelte politiche dello Stato. La scelta della spesa pubblica e delle entrate pubbliche ha un forte rilievo politico perché, a parità degli aspetti economici, incide in modo differente sulla società. Inoltre, è lo Stato a decidere gli obiettivi da perseguire. Spesso le motivazioni di un intervento pubblico non sono economiche ma politiche.
    la teoria politica della finanza pubblica
  2. La teoria sociologica. Secondo la teoria sociologica la finanza pubblica è determinata da fattori sociali perché l'attività finanziaria dello Stato è uno strumento usato dalla classe politica dominante per conservare il potere. In genere, la classe politica al governo favorisce gli interessi delle classi sociali dei propri elettori per mantenere il loro consenso e, indirettamente, la propria autorità.
    la teoria sociologica della finanza pubblica

    Illusione finanziaria. Le scelte di finanza pubblica dei policy maker favoriscono gli interessi del proprio elettorato anche se pubblicamente la classe politica dominante afferma di agire nell'interesse collettivo. In realtà, gli interessi delle altre classi sociali ( elettorato dell'opposizione ) sono meno considerati nelle scelte pubbliche di qualsiasi governo. Questo fenomeno è detto illusione finanziaria.

Dalle teorie sociopolitiche della finanza pubblica si sviluppa negli anni '60 del XX secolo la teoria delle scelte pubbliche di James Buchanan che si occupa prevalentemente di spiegare i meccanismi della formazione delle decisioni pubbliche.

la formazione delle scelte pubbliche secondo Buchanan

Secondo la teoria delle scelte pubbliche ( public choice ) le decisioni del policy maker sono influenzate anche dagli interessi del politico, dei gruppi di interesse e della burocrazia, non solo dai bisogni collettivi.

La spesa pubblica è destinata a espandersi oltre il necessario perché deve soddisfare molti interessi particolari oltre quelli collettivi. Per questo motivo la scuola delle scelte pubbliche si colloca tra le scuole contrarie all'eccessivo intervento pubblico dello Stato nell'economia.

https://www.okpedia.it/teorie-della-finanza-pubblica



Finanza pubblica