Jean Baptiste Say

Jean Baptiste Say è un economista francese del XVIII e XIX secolo. Nasce a Lione nel 1767. In gioventù sostiene e partecipa alla rivoluzione francese. Entra a far parte del tribunato. Successivamente, viene espulso dal tribunato a causa della sua avversione a Napoleone. Muore a Parigi nel 1832.

Di idee liberiste, è uno dei più importanti economisti classici nella Francia del primo '800, uno dei principali discepoli delle idee di Adam Smith sul libero mercato e un precursore della teoria dell'equilibrio generale di Leon Walras. Nel corso della sua vita conosce molti economisti classici inglesi, come Ricardo e Malthus. Il principale contributo teorico di Say è la legge degli sbocchi che prende il suo nome ( “Legge di Say” ).

Il pensiero economico di Say

Say segue un approccio scientifico alla teoria economica. Secondo Say il sistema economico si regge su leggi naturali e comportamenti razionali. Questa visione ottimistica gli consente di sostenere il liberismo economico. All'economista spetta il compito di scoprire quali siano.

Jean Baptiste Say è considerato uno degli economisti smithiani. L'economista francese riprende la teoria di Adam Smith, di cui lo stesso Say si considera un discepolo, pur distinguendosi sotto molti punti aspetti. Nella storia del pensiero economico

Dal punto di vista del metodo di analisi, Jean Baptiste Say elabora la sua teoria prendendo spunto da fatti concreti ( ragionamento per induzione ) che formalizza in un'analisi sistematica. Respinge l'idea della scienza economica costruita sulla deduzione astratta.

La teoria della produzione

Nella concezione della teoria economica di Say, la produzione è una funzione a tre fattori produttivi: la terra, il lavoro e il capitale. Si distacca, quindi, dalla teoria valore-lavoro di Adam Smith e degli economisti classici.

Say suddivide il processo economico in tre stadi: la produzione, la distribuzione e il consumo.

Nel processo economico la figura dell'imprenditore svolge una funzione importante di collegamento e di coordinamento. L'imprenditore controlla il prezzo che i consumatori sono disposti a pagare con le spese necessarie per produrre la merce.

Nella teoria di Say la domanda dei consumatori si traduce in domanda di servizi produttivi, quindi anche i prezzi dei fattori produttivi sono in parte il riflesso dell'utilità, ossia della capacità del prodotto finito di soddisfare un bisogno umano.

La legge degli sbocchi di Say

Uno dei contributi teorici di Say più conosciuti è la legge degli sbocchi ( o legge di Say ) in cui l'economista afferma che l'offerta crea sempre la domanda. Secondo Say, il processo di produzione di una merce distribuisce il reddito ai soggetti economici, ossia un potere di acquisto ( domanda ) su altri mercati.

Questa ipotesi consente all'economista francese di sostenere il laissez faire e il liberismo economico con maggior entusiasmo persino ad Adam Smith, in quanto esclude l'ipotesi che si possano verificare dei disequilibri di mercato e una situazione di eccesso di offerta macroeconomico durante il processo di aggiustamento.

la legge di Say - la produzione del bene crea uno sbocco sugli altri mercati

Secondo Say la moneta non influisce sulle grandezze economiche reali. La politica monetaria ha, quindi, effetto soltanto sul livello generale dei prezzi. Per questo motivo, secondo l'economista francese, lo Stato non dovrebbe mai intervenire in economia. Il mercato torna comunque verso l'equilibrio naturale.

La teoria del valore di Say

La teoria del valore di Say si distacca da quella classica. Mentre gli economisti classici concentrano la propria attenzione sulla produzione ( teoria del valore-lavoro ), Say sviluppa una teoria del valore-utilità basata sulla domanda.

Il valore delle merci dipende dalle forze della domanda e dell'offerta. La domanda è determinata dall'utilità del bene mentre l'offerta dai costi di produzione. In questo modo Say unisce la teoria di Adam Smith sulla formazione del prezzo di mercato e quella sul prezzo naturale delle condizioni di produzione.

La teoria del valore di Say è molto simile a quella formulata da Ferdinando Galiani

Poiché tutti i fattori contribuiscono alla produzione della merce, il valore di quest'ultima non può essere risolto esclusivamente in termini di lavoro.

Da qui l'idea che il prezzo della merce sia determinato dal prezzo dei fattori produttivi. Una concezione molto simile a una teoria additiva del valore.

Il prezzo di mercato di ogni fattore produttivo equivale a un reddito. Così Say riesce a tenere insieme la teoria della produzione con la teoria del valore e la teoria della distribuzione.

La teoria della distribuzione di Say

La teoria della distribuzione di Say si ricollega alla sua visione del processo produttivo e del valore. Secondo Say, ogni fattore produttivo riceve un prezzo commisurato al suo contributo alla produzione del bene. Pertanto, in un equilibrio di mercato si verifica una distribuzione equa che ripartisce la ricchezza in salari, profitto e rendite, in funzione del contributo produttivo dei fattori.

Questa visione della distribuzione è coerente con la teoria additiva del valore-utilità di Say. Il profitto non è un valore residuale ma la remunerazione del lavoro imprenditoriale.

Con la teoria della distribuzione Say conferma il suo ottimismo sulla capacità del mercato di raggiungere la situazione migliore possibile, quella in cui si verifica sia l'allocazione efficiente delle risorse che una distribuzione equa della ricchezza.

Le opere di Say

  1. "Trattato di economia politica" ( 1803 )
  2. "Catechismo di economia politica" ( 1815 )
  3. "Lettera a Malthus" ( 1820 )
  4. "Corso completo di economia politica pratica" ( 1828 )

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note
  1. La critica di Say alla rendita differenziale estensiva

La critica di Say alla rendita differenziale estensiva

Jean Baptiste Say formula una critica rilevante alla teoria della rendita differenziale di Malthus e Ricardo. Nella prima versione estensiva della teoria si ipotizza l'assenza della rendita sull'ultima terra marginale, secondo Say questa ipotesi è poco realistica. La critica avanzata da Say viene accolta dagli altri economisti classici che elaborano una seconda versione intensiva della rendita differenziale, eliminando del tutto l'ipotesi della rendita nulla sulla terra marginale.


  1. gli economisti smithiani
  2. Jeremy Bentham
  3. Friedrich Soden
  4. Johan Friedrich Lotz
  5. James Maitland Lauderdale
  6. Jean Baptiste Say
  7. Melchiorre Gioia