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Filone di Larissa

Filone di Larissa (ca. 159-84 a.C.) è il filosofo che trasformò lo scetticismo radicale dell’Accademia in una forma di scetticismo moderato ed eclettico, fondato sul probabilismo come guida pratica dell’azione.

Con lui l’Accademia abbandona la sospensione totale del giudizio e diventa una scuola orientata alla formazione morale e civile. Non si tratta di un ritorno al dogmatismo, ma di un cambiamento di prospettiva: la verità esiste, ma l’uomo non può possederla con certezza assoluta.

Il contesto storico e il trasferimento a Roma

Filone nasce a Larissa, in Tessaglia. Diventa scolarca dell’Accademia di Atene intorno al 110 a.C., succedendo a Clitomaco.

Nel 88 a.C., durante la prima guerra mitridatica, è costretto a rifugiarsi a Roma. Pochi anni dopo, nel 86 a.C., Silla distrugge l’edificio dell’Accademia.

Questo evento ha un effetto decisivo: il centro della filosofia accademica si sposta da Atene a Roma.

Inoltre, l’insegnamento assume un carattere più pratico e civile e il pubblico cambia, non più solo filosofi, ma uomini politici e giuristi

Come cambia la filosofia? Atene cercava coerenza teoretica. Roma cercava strumenti per governare. Ora Filone risponde alla seconda esigenza e costruisce una filosofia che orienti l’azione politica.

A Roma Filone diventa maestro di Cicerone, che sarà il principale diffusore della sua impostazione.

Il superamento dello scetticismo radicale

Con Arcesilao e Carneade l’Accademia aveva sostenuto l'impossibilità della conoscenza certa, la sospensione totale dell’assenso (epoché) e l'uso del dubbio come arma polemica contro gli Stoici.

Lo scopo era demolire il criterio stoico della “rappresentazione catalettica” cioè l’idea che alcune percezioni siano indubitabili.

La svolta di Filone

Filone mantiene la critica allo Stoicismo, ma cambia l’obiettivo.  Non nega più l’esistenza della verità. Se non conosciamo la realtà e per i limiti delle facoltà umane.

Questa è la vera innovazione di Filone.

Ora le  cose sono conoscibili in sé. Noi non possiamo conoscerle con certezza scientifica ma l'errore non è nella realtà, bensì nel soggetto conoscente.

Ad esempio, un giudice non possiede una verità assoluta sui fatti. Tuttavia deve decidere sulla base delle prove più convincenti. Non sospende il giudizio: sceglie ciò che appare più fondato.

Questo è il passaggio dallo scetticismo “distruttivo” a quello “costruttivo”.

La teoria della conoscenza: dal probabilismo scettico al probabilismo realistico

Filone si inserisce nella tradizione di Arcesilao e di Carneade, ma ne modifica l’impianto teorico in un punto decisivo.

Carneade aveva dimostrato che non esiste un criterio infallibile di verità. Da questa critica derivava una conseguenza rigorosa: non potendo distinguere con certezza il vero dal falso, non è possibile accordare un assenso definitivo (sospensione dell'assenso).

Ci si regola dunque sul probabile, inteso come ciò che appare più persuasivo, ma senza impegnarsi sulla verità delle cose.

Tuttavia, il "probabile" di Carneade resta interno allo scetticismo.

Filone accetta la critica al criterio di certezza assoluta, ma rifiuta l’esito radicale.

Egli introduce una distinzione fondamentale: la verità esiste oggettivamente, ciò che manca è la nostra capacità di coglierla con evidenza scientifica.

Quindi, secondo Filone la realtà non è indeterminata, non è confusa in sé. Il limite è nel soggetto conoscente.

Questo spostamento cambia il significato del probabile. Se la verità esiste realmente, allora alcune opinioni sono più vicine ad essa di altre.

Il probabile non è soltanto ciò che persuade di più, ma ciò che meglio si avvicina a una verità reale, pur senza garantirla con assoluta certezza.

Qui entra il concetto di enàrgheia (chiarezza).

La chiarezza non è dimostrazione matematica. Non è infallibilità. È il massimo grado di evidenza accessibile all’uomo.

Una convinzione è “chiara” quando è coerente, resiste alle obiezioni, si impone rispetto alle alternative.

Da questa base diventa possibile un assenso moderato. Non un assenso dogmatico. Non una sospensione totale. Ma un assenso proporzionato alla forza delle ragioni.

Pertanto, Filone non elimina lo scetticismo, lo attenua. Non ritorna al dogmatismo; introduce una forma di realismo critico.

Ad esempio, un medico non possiede una verità metafisica sulla malattia. Tuttavia alcune diagnosi sono meglio fondate di altre. Sceglie quella che spiega meglio i sintomi, è supportata dall’esperienza, risulta più coerente. Non ha certezza assoluta.  Ma non è nemmeno in sospensione. Agisce sulla base di ciò che è più vicino al vero.

In sintesi, in Carneade il probabile è criterio pratico dentro lo scetticismo.

Secondo Filone, invece, il probabile è approssimazione reale a una verità oggettiva non pienamente posseduta.

La svolta consiste nel mantenere la critica alla certezza assoluta, ma salvare l’oggettività della verità e fondare su questa un assenso graduato.

L’etica pratica e la funzione pedagogica

La riforma gnoseologica produce anche delle conseguenze etiche. Se la probabilità può guidare l’azione, allora è possibile formulare delle norme di condotta.

Filone non si limita a confutare gli avversari. Propone una formazione morale per la vita comune.

In questo modo la filosofia diventa uno strumento per gli uomini politici, non solo per i filosofi.

Ad esempio, un governante non può attendere la verità metafisica. Deve scegliere la decisione più ragionevole in base alle informazioni disponibili. La filosofia diventa uno strumento utile nella formazione del giudizio.

Eredità

La posizione di Filone genera sviluppi divergenti e la scuola si frammenta in tre correnti di pensiero.

  • L’eclettismo romano
    Cicerone adotta e amplia l’impostazione filoniana. Confronto le varie scuole di pensiero e seleziona le dottrine più convincenti per fini civili. Nasce una filosofia della mediazione.
  • La reazione dogmatica
    Alcuni allievi giudicano Filone troppo debole. Antioco di Ascalona propone un ritorno ai principi dogmatici dell’Antica Accademia. Vuole ricostruire una dottrina positiva e sistematica.
  • Il ritorno allo scetticismo radicale: Enesidemo
    Altri considerano la svolta una deviazione. Recuperano il pirronismo e ripropongono la sospensione totale del giudizio.

Cosa cambia nel pensiero filosofico dell'Accademia?

Con Filone di Larissa l’Accademia rinuncia alla pura dialettica e assume una funzione formativa.

Il problema non è più capire se è possibile conoscere la realtà con certezza, ma come deve agire l’uomo che non possiede certezze assolute.

Questo segna il passaggio dallo scetticismo come negazione dello stoicismo allo scetticismo come metodo decisionale. Non elimina il dubbio ma lo rende operativo.

Inoltre, a differenza degli altri filosofi scettici, Filone ammette che la verità esiste ed è oggettiva nelle cose, ma l’uomo non la possiede integralmente, a causa dei limiti delle sue facoltà conoscitive.

Quindi, tra dogmatismo e sospensione totale, Filone sceglie una terza via: l’assenso moderato fondato sul probabile.

È il momento in cui la filosofia accademica diventa educazione civile. Ed è per questo che la sua eredità trova terreno fertile a Roma. 

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