OKpedia  

Carneade di Cirene

Carneade di Cirene è il principale esponente della Nuova Accademia e uno dei massimi interpreti dello scetticismo antico:  nega l’esistenza di un criterio certo di verità e propone, in ambito pratico, il probabilismo come guida dell’azione.

Il suo pensiero nasce come critica sistematica allo stoicismo e si sviluppa attraverso un metodo dialettico rigoroso, volto a mostrare l’inconsistenza di ogni pretesa dogmatica.

Profilo biografico e contesto storico

Carneade nacque a Cirene tra il 219 e il 214 a.C. e si trasferì ad Atene, dove divenne scolarca dell’Accademia dopo Egesino.

Come Socrate, anche Carneade non scrisse nulla, affidò l’intera filosofia alla parola viva. Le sue dottrine ci sono note grazie a Cicerone e a Sesto Empirico, oltre che ai suoi allievi.

Perché non scrisse? Non fu una scelta casuale.

Il suo pensiero era essenzialmente critico e distruttivo. Scrivere significa fissare una dottrina. Carneade, invece, voleva mostrare che nessuna dottrina può dirsi definitiva.

Ad esempio, se un filosofo scrive un trattato in cui afferma “la verità è questa”, assume una posizione stabile. Carneade, invece, in una discussione pubblica poteva sostenere una tesi al mattino e confutarla nel pomeriggio, mostrando che ogni posizione è vulnerabile.

Il metodo dialettico

Il metodo di Carneade si fonda su due direttrici principali: la riduzione all'assurdo e la contrapposizione delle tesi.

  • Riduzione all’assurdo

    Consiste nell’accettare temporaneamente le premesse dell’avversario per mostrarne le contraddizioni interne.

    Ad esempio, gli stoici sostengono che esiste una “rappresentazione catalettica”, cioè una percezione così chiara da garantire la verità. Carneade replica: se una rappresentazione è indistinguibile da una falsa (come nei sogni o nelle illusioni), allora non esiste un criterio certo per distinguerle. Un sogno ci appare "vero" pur essendo falso. I sensi possono far apparire "vera" una cosa falsa come nei miraggi o nelle illusioni. Pertanto, il criterio stoico non è affidabile.

  • Contrapposizione delle tesi

    Carneade mostrava che su ogni questione è possibile sostenere argomenti opposti con uguale forza. Non si tratta di relativismo superficiale, ma di un’analisi rigorosa delle argomentazioni.

    Ad esempio, sulla giustizia si può argomentare che è un valore naturale e universale (legge naturale) ma anche che è una convenzione utile e variabile da paese a paese. Se entrambe le tesi sono difendibili con coerenza, allora la ragione non può decidere in modo definitivo. La legge è universale oppure no?

La critica allo Stoicismo

Carneade costruisce il proprio pensiero quasi esclusivamente contro lo stoicismo di Crisippo.

E' celebre la sua frase: "Se Crisippo non fosse esistito, non esisterei neppure io.”

Questo significa che la sua filosofia è una reazione critica.

La critica agli stoici è rivolta su più ambiti. Ad esempio, secondo Carneade nessuna rappresentazione garantisce la verità. Quindi non si può dimostrare l’esistenza della provvidenza (teologia), né è possibile definire un bene supremo oggettivo (etica). Non accetta nemmeno il destino, perché il determinismo stoico nega libertà e caso.

Secondo Carneade non esiste un criterio certo di verità.

Gli stoici fondavano la conoscenza sulla “rappresentazione catalettica”. Carneade nega che esista una percezione intrinsecamente vera perché i sensi possono ingannare.

Poiché la ragione si fonda sui sensi, se la base è incerta, anche il risultato è incerto.

Da questo deriva il suo richiamo alla sospensione del giudizio, detta "epoché", su qualsiasi argomento.

Il probabilismo (pithanón)

Gli stoici risposero all'epoché affermando che la sospensione del giudizio comporterebbe l'immobilismo, l'impossibilità di prendere qualsiasi decisione e questo contraddice la realtà quotidiana. Ogni giorno gli uomini prendono decisioni, giuste o sbagliate, si muovono e agiscono.

Se nulla è certo, come si agisce? Per rispondere alla critica Carneade introduce il criterio del probabile, non come verità oggettiva ma come grado di credibilità soggettiva.

Definisce tre gradi del probabile

  • Rappresentazione persuasiva semplice
    Una percezione appare plausibile. Ad esempio, vedo fumo e penso che ci sia un fuoco.
  • Persuasiva e non contraddetta
    Non emergono elementi contrari. Ad esempio, nessuno mi segnala che si tratta di nebbia. Quindi, quello che vedo è fumo e potrebbe esserci un fuoco.
  • Persuasiva, non contraddetta ed esaminata
    Dopo verifica critica e confronto con altre informazioni. Ad esempio, controllo l’edificio e confermo la presenza del fuoco.

Non si raggiunge la verità assoluta, ma un grado crescente di affidabilità pratica.

L’ambasceria a Roma (155 a.C.)

L’episodio più celebre della sua vita fu la missione diplomatica a Roma insieme allo stoico Diogene e al peripatetico Critolao, dove pronunciò due discorsi sulla giustizia:

  • Il primo giorno fece un elogio della giustizia come fondamento della civiltà.
  • Il secondo giorno demolì il discorso precedente dimostrando il contrario. Fece l'esempio dei romani. Se Roma fosse veramente giusta, avrebbe dovuto restituire i territori conquistati. Ma così avrebbe perso potere e ricchezza. Pertanto, giustizia e interesse non coincidono necessariamente.

Questo episodio dimostrò la potenza della dialettica: la stessa questione poteva essere sostenuta e confutata con pari efficacia.

Eredità e crisi dell’Accademia

Carneade rappresenta il punto più alto dello scetticismo accademico. La sua filosofia non costruisce un sistema, ma mostra i limiti di ogni sistema. Non offre verità definitive, ma un metodo critico.

In particolar modo utilizza la logica stoica per demolire lo stoicismo.

La sua lezione è ancora attuale: prima di affermare che qualcosa è vero, bisogna chiedersi quale sia il criterio che usiamo per dirlo. Ed è proprio questa domanda, più che ogni risposta, a costituire il nucleo della sua eredità filosofica.

Il problema dell'Accademia dopo Carneade

Tuttavia, eliminata ogni certezza, cosa rimane? Una volta smontato lo stoicismo e tutte le altre scuole di pensiero, l’Accademia rischiava di restare priva di contenuti positivi.

Per questa ragione dopo di lui Carneade il Giovane, poi Filone di Larissa, cercarono  di attenuare lo scetticismo, aprendo la via all’eclettismo romano.

https://www.okpedia.it/filosofia/carneade-di-cirene


Hai una domanda? Scrivila nei commenti e ti risponderemo qui sulla pagina.


Storia della filosofia




FacebookTwitterLinkedinLinkedin