Dudley North

Dudley North ( dipinto del 1691 )Sir Dudley North è un mercante e politico inglese del XVII secolo. Nasce a Westminster nel 1641 e muore a Londra nel 1691 all'età di 50 anni. Le sue osservazioni in campo economico e le sue teorie economiche anticipano di circa un secolo alcuni punti della scuola classica, staccandosi da quelle mercantiliste.

North è direttore della Compagnia del Levante e accumula una ricchezza commerciale grazie al commercio con l'Oriente, passando gran parte della propria vita a Costantinopoli. Una volta rientrato a Londra, come molti altri mercanti di successo, North mette la propria conoscenza economica e le sue abilità commerciali a disposizione del governo e dell'amministrazione pubblica. Ricopre diverse cariche pubbliche. In particolar modo, diventa consigliere economico della tesoreria e delle dogane.

Dudley North vive in un'epoca in cui la scuola mercantilista è la teoria economica dominante ma, pur avendo diversi aspetti in comune, se ne distacca sotto molti punti. La visione liberista e individualista di North lo colloca tra i precursori della teoria economica classica.

Il metodo deduttivo in economia

Nell'opera "Discourses upon Trade" del 1691, Dudley North utilizza il metodo deduttivo della filosofia cartesiana nello studio dei fenomeni economici. Secondo North, a partire da un insieme di verità indiscusse ed evidenti a tutti ( premesse ), lo studioso deve dedurre delle conclusioni che siano logicamente coerenti. L'approccio metodologico di North si basa esclusivamente sulla deduzione. Le leggi economiche non devono spiegare la complessità di ogni singolo dettaglio della realtà economica, bensì il fenomeno economico in generale con regole logiche e semplici. North è uno dei primi economisti ad adottare il metodo deduttivo nella scienza economica.

il metodo deduttivo per elaborare le teorie e le leggi economiche

La metodologia individualista e il liberismo economico

Nello studio della scienza economica North adotta la metodologia individualista. Secondo North, ogni uomo compie delle scelte per soddisfare i propri interessi personali e si comporta con avidità ed egoismo. Ogni uomo è, quindi, il miglior giudice dei suoi interessi. La somma degli interessi individuali determina l'interesse pubblico della società. Quest'approccio è fortemente critico nei confronti dell'intervento dello Stato della teoria mercantilista, poiché apporta vantaggi a singoli soggetti economici a scapito di tutti gli altri, a loro volta danneggiati dall'intervento pubblico, e ciò riduce la ricchezza nazionale.

l'appoccio individualista di North giustifica il liberismo economico e la libertà di commercio

Per raggiungere la massima ricchezza sociale, secondo North, è necessario lasciare libero ciascun individuo di compiere le proprie scelte, senza vincoli e ostacoli da parte dello Stato. La libertà del commercio e il liberismo economico consente a tutti di cercare di soddisfare i propri interessi privati. Se ogni individuo è libero di raggiungere la propria massima ricchezza privata, indirettamente anche la ricchezza della nazione raggiunge il suo livello massimo. In conclusione, la miglior politica dello Stato è nessuna politica. Dudley North è tra i primi economisti della storia ad affermare l'inutilità dell'intervento diretto del governo. Il vero fattore determinante della ricchezza di un paese non è la capacità dello Stato di trattenere i metalli preziosi, bensì la sua struttura dei flussi commerciali e monetari nel sistema economico nazionale e internazionale. La visione di North è una chiara anticipazione della teoria economica classica.

La teoria della moneta

La teoria della moneta di Dudley North è di stampo mercantilista. Secondo North, la quantità di moneta circolante deve sempre essere adeguata alle esigenze del commercio. Se la quantità di moneta insufficiente, lo Stato deve aumentarla tramite il detesoreggiamento dell'oro in moneta circolante. Viceversa, se la quantità di moneta circolante è eccessiva, lo Stato deve provvedere al tesoreggiamento della stessa e/o la fusione del circolante.

la teoria monetaria di North

Va comunque osservato che, anche in questo caso, North sostiene una teoria liberista. Secondo North, non è il commercio ad adattarsi a quello monetario, bensì è il flusso monetario ( offerta di moneta ) a doversi adeguare al commercio e alla propensione alla spesa. Alle forze di mercato spetta, quindi, il compito di determinare la quantità della moneta circolante e alle autorità monetarie quello di adeguare l'offerta di moneta.

La teoria dell'interesse

La teoria di North sull'interesse, invece, si stacca completamente dalla teoria mercantilista. Secondo North il tasso di interesse è determinato naturalmente dalle forze di mercato, dalla domanda e dall'offerta di moneta. Lo Stato non può imporre un tasso diverso. La posizione di Dudley North è chiaramente incompatibile con la teoria mercantilista. Secondo i mercantilisti, lo Stato deve intervenire sul mercato per combattere l'usura, al fine di mantenere bassi i tassi di interesse.

La teoria del tasso di interesse di North - il saggio di interesse è determinato dal mercato della moneta

Al contrario, secondo North il commercio non viene creato da un tasso di interesse basso, bensì è il commercio a determinare il saggio di interesse tramite la domanda di moneta. Il saggio di interesse dovrebbe essere determinato dal mercato, senza interventi da parte dello Stato. Le autorità monetarie dovrebbero lasciare al mercato il compito di individuare il prezzo di equilibrio della moneta. La teoria di North sul tasso di interesse è molto simile a quella di John Locke e William Petty, altri due precursori dell'economia classica.

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note


  • L'opera "Discorse upon Trade", scritta da Dudley North nel 1691, viene riscoperta e citata nel 1828 da J. Mc Culloch.
  • Altri argomenti economici studiati da North sono la circolazione monetaria, la velocità di circolazione della moneta in un sistema economico e la domanda di moneta.

Bibliografia

  • "Discorsi sul commercio" ( 1691 )

Teoria economica classica


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