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Storia dei persiani

I persiani sono un popolo d'origine indoeuropea che si stanzia, tra il 2000 e il 1500 a.C., sulla regione meridionale dell'altopiano dell'Iran, con capitale Persèpoli e Pasargàde. Il popolo è affine per cultura e origine a quello dei Medi, questi ultimi stanziati nelle regioni settentrionali dell'altopiano con capitale Ecbàtana. Per molti secoli entrambi i popoli vivono sotto la dominazione assira, da cui si liberano nel 700 a.C. dapprima i Medi e successivamente i Persiani. Nel 550 a.C. i persiani, guidati dal re Ciro II, conquistano i territori dell'altopiano, assorbendo la civiltà dei Medi all'interno della grande Persia. Dal punto di vista storico, in questa data ha inizio l'impero dei persiani che si divide principalmente i tre fasi:

La fase di espansione e delle conquiste dei persiani

Dl 550 al 521 a.C. l'esercito persiano sottomette gran parte del mondo antico. Sotto la guida del re Ciro il Vecchio, detto Ciro il Grande per le sue conquiste, sottomette nel 550 a.C. la civiltà dei Medi occupando l'intero altopiano dell'Iran. Nel 538 a.C. conquista Babilonia ed il territorio della Mesopotamia. Nel 536 a.C. l'esercito persiano sconfigge le ultime resistenze del regno dei Lidi, espandendo i propri confini fino all'Asia Minore. Lo stesso re dei Lidi, Creso, viene sconfitto e catturato. In pochi decenni Ciro il Grande conquista un vasto impero che si estende dalla Valle dell'Indo all'Egeo. Alla sua morte sale sul trono persiano suo figlio Cambise. Nel 525 a.C. i persiani espugnano anche l'Egitto, riunendo sotto un'unica corona l'intero mondo antico.

La fase di golden age dell'impero persiano

I vasti territori conquistati da Ciro il Vecchio e Cambise sono ereditati nel 521 a.C. dal congiunto Dario I. Il disegno di espansione persiano viene portato avanti anche dal nuovo sovrano che espande ulteriormente i confini nella Valle dell'Indo e tenta l'invasione dei territori della Grecia e della Tracia. L'espansione in Grecia viene tuttavia impedita dalla storica sconfitta dei persiani nella battaglia di Maratona (490 a.C.). In questa fase storica l'impero persiano deve necessariamente riorganizzare il governo e l'amministrazione di un vastissimo impero. Il re Dario divide l'impero in venti province, dette satrapìe, ognuna delle quali è governata da un sàtrapo sotto il continuo controllo degli emissari del re di Persia. Per agevolare il controllo centrale del territorio e ridurre il rischio delle rivolte locali, Dario I fa realizzare un'imponente rete stradale ed istituisce un servizio postale di corrieri a cavallo per velocizzare le comunicazioni militari ed amministrative della capitale con le satrapìe. Sotto la guida di Dario I viene anche introdotta una moneta unica, il darìco.

La fase di decadenza

Alla morte del re Dario, nel 485 a.C., sale al trono di Persia suo figlio Serse. Da questo momento in poi non si registrano più importanti miglioramenti ed innovazioni, sia sotto il profilo della tattica militare sia sotto quella organizzativa. Il grande impero persiano entra lentamente nella sua fase di decadenza, caratterizzata da sovrani mediocri e dalle continue ribellioni dei sàtrapi. Nel 330 a.C. l'impero persiano, sempre vasto ma ormai debole e burocratizzato, viene conquistato dall'impeto e dalla superiorità tattica (ma non numerica) dell'esercito macedone di Alessandro Magno.

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