Economia medioevale

L'economia medioevale prese in eredità il sistema della schiavitù dell'impero romano, trasformando la relazione tra padrone e schiavo, tipica dell'economia romana, nella relazione tra padrone e servo. È tuttavia errato considerare eguali le due condizioni sociali. Lo schiavo era considerato a tutti gli effetti una proprietà del padrone che poteva disporne a suo piacimento nelle proprie attività produttive o dimore. Il sistema di subordinazione coatto era garantito dal diritto romano e dalla forza militare romana necessaria per applicarlo. Il servo dell'epoca medioevale era invece legato alla terra che coltivava, ricevendo in cambio dal padrone della terra la protezione e una vita di sussistenza. Da qui deriva il termine 'servizi' o 'servigi'. La proprietà della terra, o del feudo, caratterizzava il nuovo rapporto di subordinazione. La terra era di proprietà del re che poteva trasferire i feudi da un signore all'altro. L'autorità del re o della fede garantivano il buon funzionamento della vita nel feudo. I lavoratori erano parte della terra stessa, non potevano essere venduti o trasferiti poiché la proprietà stessa della terra aveva perlopiu natura pubblica e non più privata come nel diritto romano. Del resto gli stessi servi della gleba sarebbero morti di stenti o di fame se si fossero allontanati dal proprio feudo. Le strade erano cadute in disuso, riappropriate dai boschi e divenute pericolose. L'economia medioevale aveva perso del tutto i tratti internazionali dell'economia romana. La decadenza delle vie di comunicazione e l'instabilità politica in Europa causarono un ridimensionamento dei mercati a contesti locali. Per mercato si intendeva soprattutto le unità economiche gravitanti nel feudo che si presentava autosufficiente rispetto all'esterno. Il signore controllava i contadini e i servi, cui garantiva una vita di sussistenza appropriandosi del sovrappiù prodotto dal maniero. Ciò nonostante la condizione di servo era da considerarsi migliore a quella precedente dello schiavo. In un mondo travolto dalle invasioni barbariche e dal disordine il maniero garantiva alla popolazione un sistema di vita stabile seppure minimale. Da queste condizioni minime risorsero nel corso dei secoli le fondamenta della nuova economia comunale e degli scambi commerciali. Il sovrappiù del signore dell'economia medioevale veniva impiegato per consumi di beni superiori, favorendo la diffusione delle botteghe artigiane e delle attività commerciali. Questa domanda spinse una nuova generazione di mercanti ad avventurarsi per le vecchie strade romane per acquistare mercanzia da terre lontane e soddisfare i bisogni esotici dei signori feudali. Da questa nuova scintilla riprese vita l'economia dello scambio.

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