Cassa integrazione straordinaria

La cassa integrazione straordinaria è un intervento dello Stato a sostegno dei lavoratori delle imprese in difficoltà, garantendo loro un reddito sostitutivo della retribuzione per un determinato periodo di tempo. La cassa integrazione straordinaria appartiene all'istituto della cassa integrazione ed è conosciuta anche con la sigla CIGS. La cassa integrazione straordinaria è concessa in caso di ristrutturazione, riorganizzazione, crisi aziendali e conversione dell'attività produttiva. Non può essere chiesta se, sulle medesime unità produttive e periodo, è stato già richiesto un intervento di cassa integrazione ordinaria. Beneficiano della cassa integrazione guadagni straordinaria le seguenti categorie di lavoratori: operai, impiegati e quadri:

  • delle imprese industriali anche edili, imprese appaltatici di servizi di mensa o ristorazione e dei servizi di pulizia, con più di 15 dipendenti nel semestre precedente alla presentazione della domanda;
  • delle imprese commerciali, di spedizione e trasporto e agenzie di viaggio e turismo, con più di 50 dipendenti.
  • delle imprese di vigilanza.

Sono esclusi dalla cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) gli apprendisti e gli assunti con contratto di formazione e lavoro. La scelta dei lavoratori da mettere in cassa integrazione deve basarsi sul criterio della rotazione tra i lavoratori che svolgono una stessa funzione o mansione. L'impresa deve motivare l'eventuale impossibilità di applicare la rotazione nella domanda di richiesta alla cassa integrazione straordinaria. Il diritto alla prestazione decade nel momento in cui il lavoratore svolge contemporaneamente un'attività retribuita senza aver dato comunicazione all'Inps. In caso di comunicazione preventiva, la cassa integrazione viene sospesa fino al termine dell'attività lavorativa. Si applica nei casi di sospensione e di riduzione dell'attività lavorativa dovuta alle seguenti cause:

  • ristrutturazione aziendale
  • riconversione aziendale
  • riorganizzazione aziendale
  • crisi aziendale
  • procedure concorsuali (liquidazione, fallimento, amministrazione straordinaria, ecc.)

La cassa integrazione straordinaria si distingue dalla cassa integrazione ordinaria in quanto è applicata in eventi derivanti dalla volontà dell'imprenditore e per cause gravi e non temporanee. L'applicazione della cassa integrazione straordinaria è stabilita dalla legge. Inizialmente si applicava alle imprese industriali ed edili con più di 15 dipendenti. Il legislatore ha esteso la sua applicazione anche in altri settori con la legge 223 del 1991. La cassa integrazione straordinaria consiste in una indennità di importo pari al 80% della retribuzione del lavoratore per le ore di lavoro non prestate fra le zero ore e il limite dell'orario contrattuale (es. 40 ore settimanali).

Durata della cassa integrazione. La cassa integrazione straordinaria dura al massimo 12 mesi per le crisi aziendali. La durata viene estesa a 24 mesi per la riorganizzazione, la ristrutturazione e la riconversione aziendale. Viene infine estesa a 18 mesi per i casi di procedure esecutive concorsuali. Complessivamente, la durata della cassa integrazione straordinaria non può superare 36 mesi in un quinquennio. La cassa integrazione straordinaria ha una durata di 24 mesi consecutivi nei casi di ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione aziendale ed è prorogabile per due volte per un massimo di 12 mesi. Per le crisi aziendali la durata della cassa integrazione straordinaria è di 12 mesi prorogabile per altri 12 mesi. Per le procedure concorsuali (liqudazione, fallimento, ecc.) la durata della cassa integrazione straordinaria è di 12 mesi prorogabile per altri 6 mesi. In base alla legge 223/1991 la durata del trattamento non può eccedere i tre anni in un quinquennio per ciascuna unità produttiva, indipendentemente dalle cause per i quali è stata concessa la cassa integrazione straordinaria.

Domanda di cassa integrazione straordinaria. Per poter beneficiare della cassa integrazione straordinaria il datore di lavoro deve seguire la procedura prevista dalla legge (es. consultazione sindacale) e presentare la domanda di ammissione alla CIGS all'Inps. Insieme alla domanda il datore di lavoro deve presentare un programma di rilancio dell'impresa, un piano di salvaguardia dell'occupazione e i criteri di individuazione dei lavoratori da porre in cassa integrazione con una eventuale applicazione di un criterio di rotazione della sospensione tra tutti i lavoratori sospesi o ad orario ridotto. Le domande accolte sono pubblicate in un decreto di concessione da parte del Ministero del lavoro. La domanda di cassa integrazione straordinaria deve essere presentata dall'impresa interessata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale, entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso nella settimana in cui è iniziata la sospensione o riduzione dell'orario di lavoro (fonte Inps). La domanda deve indicare il programma di ristrutturazione, risanamento o riconversione, che l'impresa vuole adottare per far fronte alla crisi. La domanda deve contenere anche il conto economico e la situazione patrimoniale dell'ultimo triennio.

Indennità di cassa integrazione straordinaria. I lavoratori in cassa integrazione straordinaria ricevono un importo mensile pari all'80% della retribuzione lavorativa che gli sarebbe spettata per le ore di lavoro non svolte. L'importo mensile in cassa integrazione è limitato ad un tetto massimo di € 858,58. Tale limite è innalzato a € 1.031,93 se il lavoratore percepisce una retribuzione mensile superiore a 1.857,48. Il tetto massimo appena citato è relativo al 2008 ed è soggetto a variazioni di anno in anno. Gli importi sono inoltre ridotti di un'aliquota pari al 5,84%. Durante il periodo in cassa integrazione il lavoratore matura i contributi ai fini della pensione. L'indennità di cassa integrazione straordinaria può essere corrisposta ai lavoratori dal datore di lavoro a titolo di anticipazione. In questi casi il datore di lavoro ha diritto ad un rimborso dall'Inps delle somme anticipate. Nei casi di grave insolvenza del datore di lavoro l'indennità di cassa integrazione può essere corrisposta ai lavoratori direttamente dall'Inps.

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