La villa nel sistema feudale
Nel Medioevo, l’economia era legata alla terra molto più di quanto lo sia oggi. Possedere grandi estensioni di territorio significava avere ricchezza, potere e controllo sulle persone che vivevano su quei terreni. Questo è il punto di partenza del sistema feudale, l’organizzazione economica e sociale che ha caratterizzato l’Europa per secoli.
La villa era molto più di una fattoria
Le grandi proprietà terriere si chiamavano ville. Ma non bisogna immaginarle come semplici fattorie isolate. Le ville erano vere e proprie micro-società rurali, organizzate in modo complesso e suddivise in spazi con funzioni precise.
Ogni villa era divisa in due parti:
- La pars dominica (o parte dominica), che apparteneva direttamente al signore.
- La pars massaricia, formata da piccoli appezzamenti chiamati mansi, concessi ai contadini.
Nella parte dominica si concentrava la ricchezza e il controllo. Qui si trovava la curtis, il centro operativo e simbolico della proprietà. La curtis era spesso fortificata, non solo per difendersi da attacchi, ma anche per marcare la distanza tra il dominus (il padrone) e i contadini. All’interno della curtis c’erano:
- la residenza del signore o dei suoi rappresentanti;
- orti e frutteti per il consumo diretto;
- magazzini dove si conservavano i prodotti agricoli;
- laboratori artigianali per la produzione di oggetti e strumenti;
- alloggi per i servi stabili, cioè i lavoratori al servizio permanente del signore.
L’altra metà della villa era formata dai mansi. Ogni manso comprendeva una casa, un piccolo orto e alcuni campi da coltivare. Questi appezzamenti venivano affidati ai contadini, che li potevano usare per vivere, ma in cambio dovevano offrire lavoro e prodotti al signore.
Chi abitava nei mansi non era tutto uguale: c’erano i servi della gleba, legati alla terra e senza libertà di spostamento, ma anche massari, cioè contadini formalmente liberi, ma comunque sottoposti a obblighi pesanti.
I contadini non pagavano un affitto in denaro, ma offrivano una parte del raccolto (un canone in natura) e dovevano lavorare gratuitamente per il signore nei suoi campi. Questo lavoro gratuito si chiamava corvée. Le corvée non erano occasionali: seguivano il ritmo delle stagioni e si intensificavano nei momenti chiave dell’anno agricolo, come:
- la semina in autunno e in primavera,
- l’aratura dei campi,
- la vendemmia e la raccolta dei cereali.
Oltre ai lavori nei campi, i contadini partecipavano a lavori collettivi indispensabili per la vita della comunità. Sistemavano strade, ponti, canali, mulini e strutture danneggiate. Le donne, da parte loro, filavano la lana e tessevano tessuti, spesso destinati al signore e alla sua casa.
Autosufficienza e scambi: l’economia delle ville
Le ville medievali erano pensate per essere autosufficienti. Oltre ai campi coltivati, comprendevano boschi, pascoli, corsi d’acqua, mulini e stalle. Tutto ciò che serviva per vivere doveva essere prodotto all’interno.
Tuttavia, dal IX secolo in poi, questa autosufficienza cominciò a diventare più flessibile. Le ville iniziarono a partecipare alle fiere e ai mercati, scambiando eccedenze agricole, prodotti artigianali o bestiame. Questo creò una rete di scambi locali, che favorì la circolazione di merci e idee.
I signori più ricchi, inoltre, non si limitavano a una sola villa: spesso ne possedevano diverse, sparse anche in territori lontani. Questo permetteva una redistribuzione delle risorse, utile soprattutto in caso di carestia o cattivi raccolti.
Nota. Anche se l’immagine tradizionale del Medioevo è quella di una società contadina, le città non erano affatto scomparse. Esistevano e avevano un ruolo importante. Alcune erano eredità del mondo romano; altre si stavano lentamente sviluppando attorno a mercati, monasteri o castelli. Le città medievali comprendevano abitazioni di mercanti, artigiani, funzionari, officine e botteghe, orti e piccoli appezzamenti coltivati, spazi comuni come chiese e piazze. Queste città non erano ancora i grandi poli economici che diventeranno nei secoli successivi, ma rappresentavano comunque un punto di connessione tra la vita rurale e il mondo dei commerci, degli artigiani e dei poteri centrali.
