Biocarburanti ( note )

Appunti e note utili sui biocarburanti, i biocombustibili e i biofuel.

I batteri produttori di biocarburanti

I batteri Escherichia coli sono in grado di trasformare il materiale vegetale in zuccheri e in una materia prima vegetale per la produzione dei biocarburanti. La ricerca è stata condotta dal Joint BioEnergy Institute di Berkeley e pubblicata nel 2011 negli Stati Uniti sulla rivista Accademia delle Scienze. I microrganismi sono stati modificati dai ricercatori per produrre enzimi in grado di digerire la biomassa della cellulosa delle piante di eucalipto producendo zuccheri fermentabili in molecole simili agli idrocarburi commerciali. Secondo gli stessi ricercatori il biocarburante ottenuto dai microrganismi risulta essere più compatibile con i motori tradizionali rispetto all'etanolo. 30 / 11 / 2011

I biocarburanti prodotti da microbi

La ricerca di energie alternative alle fonti fossili riceve una cresente attenzione da parte delle industrie private americane e dei governi. Una tecnologia particolarmente interessante è conosciuta come Q microbe. Si tratta di un sistema biotecnologico in grado di produrre etanolo tramite l'azione di fermentazione di alcuni batteri. La ricerca è condotta dal gruppo scientifico guidato dalla microbiologa Susan Leschine alla University of Massachusetts Amherst. Gli studi sono portati avanti dalla SunEthanol che si è assicurata di recente i fondi necessari per continuare la ricerca nel settore della fermentazione batterica applicata alla produzione di biocarburanti. I batteri Clostridium, organismi anaerobici, sono particolarmente ghiotti dei residui legnosi, del grano e delle biomasse, pertanto idonei a convertirle in alcol e bioetanolo che, come sappiamo, è un valido sostituto d'origine vegetale della benzina. La produzione di etanolo con metodi batterici ha il vantaggio ambientale del bilancio zero nelle emissioni di anidride carbonica, che può diventare anche negativo se le biomasse utilizzate sono raccolte nelle immediate vicinanze del centro di produzione e non sono oggetto di lungo trasporto. Le emissioni di gas serra rilasciate dal processo sono pari a quelle accumulate dalla piante durante il suo periodo di vita. Il campo di ricerca nel settore della produzione di carburanti da microrganismi ha ricevuto negli ultimi anni milioni di dollari in venture capital, a dimostrazione dell'attendibilità della tecnologia. Se ne parlerà il 14 e 15 novembre al Pacific Rim Summit on Industrial Biotechnology and Bioenergy che avrà luogo a Honolulu. Il batterio svolge la funzione di fitofermtazione. Scoperto soltanto nel 2002 balza adesso al centro dell'attenzione della scienza applicata nei biocarburanti. Può fermentare una svariata varietà di piante e materiali vegetali, anche quelli particolarmente resistenti come la cellulosa. Gli enzimi dei microbi sono un'altra proprietà ideale dei microrganismi nella produzione su scala di etanolo dalle biomasse. I Q microbe si presentano particolarmente utili nello smaltimento dei residui organici a un costo più basso, il 25% in meno rispetto ai processi tradizionali. 20070926

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