Intelligenza artificiale e filosofia

L'intelligenza artificiale ha un forte legame e con la filosofia dove, probabilmente, ha origine l'idea stessa di IA. Nel IV secolo a.C. il filosofo greco Aristotele introduce il sillogismo, una legge per generare delle conclusioni logiche a partire dalle ipotesi iniziali. Se Tizio è italiano e gli italiani sono europei, allora Tizio è europeo. Il pensiero meccanico o pensiero fondato su basi meccaniche è alla base anche di Thomas Hobbes secondo cui il ragionamento umano ha una primitiva natura numerica nella nostra mente. Da questa premessa nasce il tentativo dell'uomo di costruire sistemi in grado di eseguire operazioni logiche come, ad esempio, la macchina meccanico-aritmetica (detta "Pascalina") di Blaise Pascal che nel XVII secolo d.C. pone le basi delle moderne calcolatrici e dei computer e il dispositivo costruito da G.W. Leibniz. Qui di seguito si elencano le principali scuole di pensiero filosofico che hanno contribuito alla nascita dell'intelligenza artificiale ponendosi delle domande molti secoli prima della sua effettiva nascita.

  • Materialismo. Il "materialismo" filosofico ipotizza l'esistenza di una mente fisica, sostiene che la mente è determinata dalle leggi della fisica (cervello) e che ogni decisione viene presa sulla base della percezione delle scelte possibili. Nel "Leviathan" Thomas Hobbes ipotizza l'esistenza di un animale artificiale in cui le parti organiche sono sostituite funzionalmente da parti meccaniche. La costruzione dei primi calcolatori meccanici (Pascalina) sembra confermare questa ipotesi.
  • Razionalismo. Le macchine aritmetiche di Pascal-Leibniz sono effettivamente in grado di compiere operazioni logiche ed operazioni matematiche. Tuttavia, appare subito evidente che la mente umana è ben altra cosa. Il filosofo Cartesio sottolinea i propri dubbi sul fatto che la mente umana sia determinata soltanto da leggi fisiche. Se così fosse, si domanda Cartesio, non avrebbe modo di esistere il libero arbitrio degli uomini. Per risolvere il problema Cartesio ipotizza che soltanto gli animali abbiano una mente fisica. La mente umana è, invece, suddivisa in una parte fisica e in una parte spirituale (anima).
  • Empirismo. Il pensiero filosofico elabora ulteriori osservazioni con l'empirismo di Bacone e di John Locke secondo cui l'intelletto è determinato dai sensi.
  • Positivismo logico. Il positivismo logico di Rudolf Carnap riesce a coniugare il razionalismo con l'empirismo sostenendo. Secondo il positivismo logico la conoscenza è espressa da enunciati e teorie tra loro logicamente collegate che, a loro volta, derivano dalle percezioni sensoriali (esperienza). Con la "Teoria della Conferma" Carnap e Hempel definiscono per la prima volta una procedura computazionale per produrre la conoscenza a partire dall'esperienza di base.

Lo studio filosofico anticipa di molti secoli, addirittura millenni se consideriamo Aristotele, la nascita dell'intelligenza artificiale (IA). Le domande poste dalla filosofia sulle macchine artificiali sono sorte quando i mezzi tecnologici non consentivano nemmeno di sognare la costruzione di una macchina intelligente. Ciò nonostante, da un punto di vista teorico un agente razionale che osserva il mondo esterno, elabora una scelta tra le tante possibili e la esegue con un'azione, non è poi così diverso dal leviatano di Thomas Hobbes. Il dibattito filosofico tra mente umana e mente artificiale è comunque ancora aperto e probabilmente resterà tale per molto tempo. Il sistema IA più evoluto, pur registrando grandi passi in avanti, ha ancora una intelligenza paragonabile a quella di un insetto.

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