Critica di David Hume alla teoria mercantilista

La critica di Hume alla teoria mercantilista. Una critica alla teoria monetaria dei mercantilisti viene formulata nel XVIII secolo dall'economista David Hume che riconferma la validità della vecchia teoria quantitativa della moneta nel medio-lungo periodo, ribadendo il legame tra la quantità della moneta e il livello dei prezzi. Secondo David Hume l'avanzo della bilancia commerciale aumenta la circolazione della moneta e, infine, i prezzi delle merci nazionali, rendendole meno competitive nello scambio con l'estero. L'incremento dei prezzi delle merci nazionali riduce la quantità acquistata delle stesse da parte degli operatori economici stranieri e, quindi, diminuisce il volume delle esportazioni del paese in questione, riducendo l'afflusso di oro dall'estero e l'avanzo di bilancio. Questa relazione tra prezzo e flusso monetario riporta automaticamente in equilibrio la bilancia dei pagamenti del paese esportatore.
la critica di David Hume alla teoria monetaria mercantilista
Un processo inverso accade nei paesi importatori, dove il deflusso di oro riduce la quantità di moneta e, quindi, i prezzi delle merci nazionali, rendendole più competitive all'estero. La riduzione dei prezzi nazionali aumenta il volume delle esportazioni. Questo fenomeno consente al paese importatore di ridurre il disavanzo con l'estero, fino a riportare in equilibrio la bilancia dei pagamenti. Le considerazioni di Hume delineano le basi della teoria del riequilibrio automatico dei conti esteri in regime di moneta aurea.

Non neutralità della moneta. La relazione tra il flusso monetario e i prezzi è già nota a Thomas Mun, un esponente della Compagnia delle Indie, che nel XVII secolo, prima di Hume, la utilizza per evidenziare gli effetti negativi dell'afflusso di moneta dall'estero. Thomas Mun sostiene il saldo di bilancio attivo sulla bilancia commerciale generale e non in ogni bilancia commerciale particolare. In chiesto modo Mun risponde alla critica dei bullionisti alla Compagnia delle Indie, accusata di importare un'eccessiva quantità di merci e di spezie dall'Oriente. Thomas Mun spiega che tali merci consentono alla Gran Bretagna di produrre prodotti finiti a maggiore valore aggiunto, da rivendere ed esportare ad altri paesi. È quindi razionale accettare l'esistenza di qualche bilancia particolare con saldo negativo. Per perorare questa tesi, Thomas Mun ipotizza anche una correlazione positiva tra l'afflusso di oro e la crescita dei prezzi delle merci nazionali che, nel lungo periodo, farebbe perdere loro la competitività sui mercati di esportazione. Quest'ultima posizione di Thomas Mun viene ripresa e rielaborata da David Hume nella sua opera "Political Discourses" del 1776.

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