Ritenuta d'acconto
 La ritenuta d'acconto è una trattenuta fiscale effettuata dallo Stato su un compenso corrisposto da un soggetto sostituto d'imposta a un altro soggetto percipiente. La ritenuta d'acconto è applicata ai compensi assoggettati a tassazione. Possono essere soggetti alla ritenuta di acconto i redditi di lavoro autonomo, i redditi di capitale, redditi di lavoro dipendente, alcune forme di collaborazioni lavorative e altri redditi particolari. La ritenuta d'acconto è molto utilizzata nel lavoro autonomo e nelle prestazioni lavorative erogate dai possessori di partita iva e dei liberi professionisti.
All'atto pratico la ritenuta d'acconto consiste in una trattenuta sul compenso applicata al momento del pagamento da parte del soggetto sostituto d'imposta che effettua il versamento dell'onere fiscale al posto del lavoratore autonomo. Il soggetto percipiente vedrà quindi saldata soltanto la parte della fattura al netto della ritenuta. Il versamento all'erario viene effettuato da parte del sostituto del posto entro il 16 del mese successivo al pagamento.
In Italia la ritenuta d'acconto è generalmente fissata al 20% del reddito imponibile. Possono, in ogni caso, essere presenti delle deroghe o aliquote agevole concesse in particolari situazioni o categorie professionali. In alcuni casi l'aliquota della ritenuta di acconto può essere anche maggior. E' il caso, ad esempio, della fatturazione delle provvigioni.
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