Neolitico Il neolitico è un periodo della preistoria (età neolitica). E' l'ultimo periodo dell'età della pietra. Il termine neolitico deriva dall'unione delle due parole greche νÝος (nuovo) e λßθος (pietra). Nel corso del neolitico l'uomo specializza le tecniche di levigatura della pietra costruendo arnesi e strumenti più affilati ed efficaci. Nel neolitico si sviluppa anche la ceramica, l'agricoltura e l'allevamento. L'economia nomade basata sulla caccia e sulla raccolta si trasforma in una economia stanziale fondata sull'agricoltura e l'allevamento. L'arrivo del neolitico è datato intorno al 10000-9000 a.C. in Medio Oriente. L'uomo abbandona il nomadismo tipico dei cacciatori per costruire villaggi di capanne e condurre una vita stanziale. I primi villaggi sono costruiti sull'acqua (palafitte) o sulla terra (terramare) per difendersi dalle belve feroci e dai nemici.
Il neolitico ha caratteristiche diverse a seconda delle regioni in cui le civiltà si sono sviluppate. Nel Vicino Oriente il neolitico si presenta come società dedite all'allevamento delle capre, alla coltivazione dei cereali e alla produzione di manufatti in ceramica. Nella regione Sahariana, invece, le popolazioni si dedicano maggiormente alla caccia e alle attività di pascolo. In Egitto si sviluppa la produzione dei cereali, del lino e l'attività di pesca. In Europa le abitazioni sono prevalentemente in legno e sono spesso situate in villaggi fortificati. L'arte della ceramica è molto curata e avanzata. Hanno particolare pregio le decorazioni sui vasi. Nell'Estremo Oriente si sviluppa la tecnica della coltivazione del miglio, dell'allevamento e dell'artigianato in pietra e ceramica. La società neolitica nelle Americhe è, infine, più arretrata e si ferma alle prime forme di agricoltura.
Il neolitico (o protostoria) è un’epoca della storia dell'uomo che segna una profonda rivoluzione tecnica e culturale rispetto al passato. Si sviluppano pratiche e forme culturali più avanzate e nasce una nuova tecnica di lavorazione della pietra, la lavorazione della pietra levigata. Nel neolitico si diffonde l'uso comune di addomesticare gli animali (capre, pecore, maiali) e di coltivare i cereali (grano ed orzo) che modificano radicalmente le abitudini di vita delle comunità umane da nomadi a stanziali. Nelle regioni più fertili (es. lungo i fiumi Nilo, Eufrate, Tigri e Indo) il surplus agricolo consente il fiorire di altri mestieri e la suddivisione del lavoro. La crescita demografica trasforma i villaggi familiari in complesse organizzazioni sociali tribali sulle quali sono costruite le fondamenta delle future città. Nasce e si diffonde il culto della Dea Madre. Nel corso del neolitico nasce anche l’arte della ceramica e si perfezionano le tecniche di realizzazione dei manufatti. Al neolitico seguono le epoche definite Eneolitico, l’Età del Bronzo e l’Età del ferro.
Il Neolitico è l'ultimo periodo dell'Età della Pietra. Il termine è composto dalle due parole greche "neo" (nuova) e "litos" (pietra), si riferisce in particolar modo alla scoperta dell'argilla e della ceramica. Nel Neolitico le tecniche di lavorazione della pietra si specializzarono ulteriormente. La pietra non veniva più scheggiata ma levigata fino a diventare uno strumento tagliente. I nuovi arnesi aumentarono la produttività agricola e il surplus alimentare, contribuendo alla crescita demografica dei villaggi.
La crescita demografica dei villaggi. Le aree più fertili del pianeta attirarono i gruppi umani precedentemente nomadi trasformandoli in agricoltori. I villaggi divennero sempre più grandi e popolati. La crescita del numero dei membri appartenenti a una comunità favorì indirettamente la divisione del lavoro, la specializzazione e le prime forme di stratificazione sociale. Il surplus alimentare disponibile e la crescita demografica liberano gran parte degli uomini e donne dalla necessità di lavorare la terra, reimpiegando queste risorse umane nelle attività di produzione dei manufatti, quale i vasi di argilla necessari per la cottura e la conservazione del cibo, e della tessitura. L'era post-glaciale cambiò anche il modo di vestire degli uomini, il clima meno rigido spinse l'uomo a utilizzare abiti meno pesanti delle pellicce.
La nascita del commercio. Le "merci" furono scambiate inizialmente tramite il baratto, dapprima tra i membri dello stesso villaggio e successivamente anche tra villaggi diversi. Il commercio verso l'esterno favorì la realizzazione e il perfezionamento di mezzi di trasporto e di comunicazione sempre più efficienti.
L'agricoltura alla base dell'economia. Nel Neolitico la produzione agricola era il fattore determinante della ricchezza e delle sorti umane. Alcuni villaggi più favoriti degli altri nelle condizioni ambientali e dalla fertilità del terreno, come la Mesopotamia o il delta del Nilo, crebbero più rapidamente degli altri. Il surplus alimentare di queste fertili terre alimentò i flussi migratori in entrata fino a trasformarle in tessuti urbani e in grandi città, dando vita alle prime grandi civilità della storia.
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