L'Irlanda boccia il Trattato di Lisbona Nel referendum di ratifica del Trattato di Lisbona (nuova Costituzione della UE) i cittadini irlandesi bocciano il passo con il 53%. Già nel 2005 il processo di ratifica era stato bocciato per referendum da Francia e Olanda. Il rifiuto nei confronti del Trattato Europeo è molto diffuso in Europa, in particolar modo dai cittadini che non vi ravvedono concreti benefici. L'Europa disegnata dai capi di governo, dalle banche, degli illuminati e dalle istituzioni non sembra capace di prendere in conto le reali esigenze del popolo.
Politici europei contro il consenso popolare
Un eventuale referendum in Italia o negli altri Paesi europei vedrebbe probabilmente prevalere il rifiuto popolare sul Trattato europeo. Dinnanzi all'esito del referendum irlandese la reazione della classe politica mostra due distinti atteggiamenti:
- politici contrari all'uso dei referendum nel processo di approvazione della Costituzione Europea e propensi a lasciare fuori chi non la ratifica;
- politici disposti a fare un passo indietro e meditare sulle ragioni per cui la Costituzione europea non trova più il favore dei cittadini europei;
Nuova crisi del progetto UE
Se da un lato i politici minimizzano sull'accaduto senza nascondere tuttavia la loro volontà di forzare l'approvazione del Trattato negli altri paesi europei. Dall'altro lato è inevitabile non parlare di nuova crisi del progetto UE. Perlomeno dal punto di vista storico. Una Europa costruita senza il consenso popolare rischia di avere poco senso politico nel lungo periodo e apre al rischio concreto di cadute oligarchiche della UE del futuro. La paura dell'attuale classe politica nei confronti dello strumento democratico del referendum è senza alcun dubbio un cattivo e preoccupante segnale dal punto di vista storico.
15 / 06 / 2008
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