Geografia

Il termine geografia deriva dalle parole greche γῆ/γÝα (Terra) e γρÜφειν (Scrivere), per cui ha il significato letterale di "scrittura della terra": la geografia è una scienza che si occupa di studiare ed analizzare la terra nelle sue diverse manifestazioni fisiche ed antropiche.

Non si limita a studiare le mappe della terra, ma cerca di arrivare a capire le cause del perché una certa cosa si trova in un luogo piuttosto che un altro: le cause possono essere determinate da elementi naturali o dall'uomo stesso, e la geografia tenta anche di capire quali conseguenze ci possano essere rispetto a tali cose.

La rappresentazione dello spazio

La geografia è una disciplina antica e in continua evoluzione. Nasce dall'esigenza umana di rappresentare e descrivere tutto ciò che lo circonda, lo spazio, il mondo e l'ambiente in cui vive. Oltre ad avere uno scopo descrittivo, la geografia svolge anche un'importante funzione nelle attività di pianificazione del territorio da parte dell'uomo ( spazio organizzato ).

La storia della geografia

La nascita della geografia nell'antichità

I primi studi risalgono al VI secolo a.C. nell'antica Grecia, quando la scuola ionica comincia un'opera di sistemazione delle mappe dei luoghi fino a quel momento conosciuti. Il mondo antico viene rappresentato sul planifsfero. Prima di allora, la conoscenza dello spazio viene tramandata essenzialmente tramite la narrazione orale e il mito. Nel mondo antico si distinguono due principali discipline geografiche:

  • Geografia fisica. La geografia fisica ( o geografia generale ) studia la forma e l'origine della Terra.
  • Geografia politica La geografia politica ( o geografia regionale ) studia i confini dei paesi e degli Stati.

La crisi medioevale

Nel medioevo l'attività descrittiva della geografia torna ad assumere una connotazione mistica e religiosa. La rappresentazione dello spazio subisce l'influenza della religione dominante. In questi secoli la geografia conserva la propria attività descrittiva ma non può confliggere con la visione religiosa. Questo accade prevalentemente in Europa dopo la crisi dell'impero romano e la disgregazione delle vie di comunicazione e dei rapporti commerciali.

La ripresa dei commerci

La lenta rinascita del commercio nel corso del medioevo, spinge l'uomo a distaccare progressivamente la geografia dalla religione, facendola tornare una disciplina autonoma basata sull'empirismo.

I viaggi commerciali a lungo raggio spingono l'uomo a migliorare la descrizione dello spazio, ampliando le mappe fino a comprendere grandi regioni e persino continenti. Grazie alle mappe fioriscono i commerci a lungo raggio, rendendo sempre più vicine anche le civiltà più lontane.

Con le scoperte geografiche del XV secolo, all'attività descrittiva si aggiunge quella di misurazione dello spazio. Non è necessario conoscere la via giusta per raggiungere un luogo ma anche il tempo necessario per arrivare a destinazione e, quindi, poter organizzare adeguatamente la spedizione.

La geografia come disciplina scientifica

Fino al XIX secolo la geografia si basa esclusivamente sulla logica spaziale descrittiva. Con la diffusione del positivismo e del determinismo, nel corso dell'Ottocento, anche alla geografia viene applicato il metodo scientifico. Lo studio della materia è suddiviso in più discipline specializzate, ognuna delle quali approfondisce dei singoli aspetti del rapporto tra l'uomo e lo spazio ( es. geografia umana, geografia economica, ecc. ).

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