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Decreto Monti Salva Italia
 Il presidente del consiglio Mario Monti vara una manovra anticrisi da 30 miliardi di euro per risanare il debito pubblico italiano. La manovra è ribattezzata dallo stesso premier come "Salva Italia" ed è fortemente collegata non solo al risanamento dei conti pubblici dello stato italiano ma anche alla stessa sopravvivenza dell'Euro. Tra i provvedimenti del decreto Monti spicca il passaggio delle pensioni al metodo contributivo per tutti e l'anticipazione della convergenza per l'età di vecchiaia per tutti a 66 anni entro il 2018. Tra le norme a favore dello sviluppo un intervento fiscale per gli utili reinvestiti nelle aziende, la defiscalizzazione dell'impatto Irap sugli utili aziendali, un fondo di garanzia di 20-25 miliardi di credito per le piccole e medie imprese. Nel campo della lotta all'evasione fiscale la tracciabilità delle transazioni scende a mille euro. Dal punto di vista fiscale torna l'imposta sul patrimonio immobiliare ( Imu - ex Ici ) ed aumenta l'addizionale Irpef regionale fino al 1,24%. L'aumento Iva di due punti percentuali sulle aliquote del 10% e del 21% scatterà, infine, a partire dal settembre 2012 in caso di peggioramento dei conti pubblici. Tra gli interventi viene, invece, stralciato dal pacchetto l'aumento delle aliquote Irpef sugli scaglioni più elevati che salta. Il decreto Monti è subito esecutivo ed inizierà immediatamente l'iter parlamentare per la definitiva conversione in legge prima della fine dell'anno. 4 dicembre 2011.
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