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Accumulazione di capitale
 L'accumulazione è l'aumento dello stock di capitale al netto degli ammortamenti (investimento netto). In economia il capitale è uno dei tre fattori di produzione insieme alla terra e al lavoro. L'accumulazione consiste in un aumento della dotazione di macchinari, impianti e beni strumentali in un sistema economico o in una impresa. L'accumulazione originaria ha avuto origine nel sedicesimo secolo a partire dal capitale proveniente dalle compagnie commerciali e dal capitale fondiario della proprietà terriera. L'introduzione di nuovi processi produttivi e automatizzati aumenta la produzione di beni del sistema economico. L'impatto sull'occupazione è incerto. Secondo alcune teorie economiche di ispirazione marxista l'accumulazione spinge verso un percorso di automatizzazione della produzione causando l'espulsione progressiva dei lavoratori dal sistema produttivo, formando così una massa crescente di disoccupati e una compressione dei salati a beneficio dei profitti. Secondo altre teorie di ispirazione classica/neoclassica l'accumulazione aumenta la produttività del lavoro, e quindi anche i salari, e spinge verso la specializzazione del lavoro. L'incremento dei salari e del potere di acquisto consente di far nascere nuovi mercati e settori emergenti (es. servizi) in cui assorbire i lavoratori espulsi dal settore agricolo e dal settore industriale. Le due visioni appena esposte sono soltanto due casi teorici tra tanti. Li abbiamo citati al solo scopo di far capire come l'interpretazione teorica dell'accumulazione, aldilà della semplice definizione tecnica, sia ancora oggi un argomento di studio e di discussione in ambito economico.
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