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Salvataggio dei minatori in Cile
Il salvataggio dei minatori cileni rimasti imprigionati nella miniera a 700 metri di profondità è uno dei segnali positivi delle possibilità umane, compensando almeno in parte altri fallimenti del genio umano avvenuti nel corso dell'anno come la marea nera nel Golfo del Messico. In Cile è andata diversamente. La coordinazione degli sforzi internazionali e cileni ha consentito di trarre in salvo i 33 minatori prima del previsto. A tempo record è stato ricreato un nuovo pozzo tramite il quale far passare la capsula Fenix che ha consentito di far risalire in superficie ogni tecnico. Oltre all'impegno cileno va menzionato l'aiuto tecnico degli Stati Uniti nel fornire personale specializzato a manovrare la perforatrice T-130 in grado di scavare nel quarzo con grande precisione e il contributo della Nasa nel fornire ai minatori l'esperienza maturata nell'alimentazione degli astronauti nello spazio con cibi ad elevata quantità di vitamina D per compensare l'assenza della luce solare e nel ricreare l'alternanza dell'ambiente giorno e notte. Il salvataggio dei minatori cileni è quindi una pagina di storia da tenere sempre a mente per ricordare che la volontà umana può raggiungere qualsiasi obiettivo se veramente vuole. 15 / 10 / 2010
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Cile
Bibliografia, fonti e approfondimenti
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