Museo Casa Rodolfo Siviero I locali di Casa Siviero aperti al pubblico sono costituiti dal piano terreno della palazzina del Poggi sul Lungarno, ove Siviero è vissuto per lunghi anni. Appassionato e colto collezionista, egli era riuscito a possedere un'ampia raccolta di opere d'arte antiche, tra cui reperti etruschi; busti romani; statue lignee trecentesche e quattrocentesche; dipinti fondo oro, rinascimentali e barocchi; bronzetti; terrecotte; suppellettili liturgiche; splendidi mobili. Inoltre un nucleo di opere di importanti artisti italiani moderni come De Chirico, Manzù, Soffici, Annigoni, ai quali era legato da rapporti di amicizia. Rodolfo Siviero ha avuto un ruolo di grande importanza per la salvaguardia del patrimonio culturale italiano. A lui si deve infatti il recupero di gran parte delle opere che erano state trafugate dal nostro paese nel corso della Seconda Guerra Mondiale.
I metodi rocamboleschi ed avventurosi con i quali le opere furono talvolta recuperate, il fascino personale di uomo colto e raffinato e allo stesso tempo spregiudicato e concreto nell'azione, i molti successi con il gentil sesso gli valsero il soprannome di 007 dell'arte.Con la disposizione testamentaria lega alla Regione Toscana la sua casa e la sua collezione affinché diventino un Museo che ricordi i valori per i quali ha combattuto per tutta la vita: la concezione che le opere d'arte non sono un trofeo destinato ad arricchire le case e i musei dei vincitori delle guerre, ma invece sono un bene inalienabile della identità culturale di una nazione. Il contributo che egli ha dato all'affermazione di questo principio è la sua eredità più importante.
L'itinerario di visita inizia dalla sala che si apre sul giardino per mezzo di una scalinata a due rampe divergenti. Subito a sinistra della porta di ingresso sta una statua lignea di San Rocco, il protettore degli appestati rappresentato nella tipica azione di sollevare la veste per mostrare il bubbone. E' una opera di bella fattura eseguita nell'Italia centrale nel tardo Quattrocento.Sulla parete sinistra un tondo di scuola senese del primo Cinquecento raffigura il Matrimonio mistico di Santa Caterina. I lati lunghi della stanza sono arredati da due credenzoni seicenteschi, sul cui piano poggiano oggetti di varia epoca. A sinistra sono di particolare interesse i due busti-ritratto in gesso di Rodolfo Siviero eseguiti da Quinto Martini, scultore toscano del Novecento; una croce montata su un capitello,del XV secolo e una Pietà in pietra di scuola umbro-marchigiana del Quattrocento. Sul pavimento sono poggiati antichi mortai, campane e sculture romane tra le quali spicca il frammento di un coperchio di sarcofago (IV sec. d.C.) raffigurante la partenza di un magistrato su un carro.Al di là delle colonne, che dividono a metà la sala, si trova un'altra pregevole, sebbene mutila, statua lignea raffigurante S. Pietro in trono, opera di scuola toscana del Trecento.
Il museo inoltre ospita mostre e altre manifestazioni culturali, la cui organizzazione, tramite una apposita convenzione, è stata affidata dalla Regione Toscana alla Associazione Amici dei Musei Fiorentini.
Casa Museo Rodolfo Siviero
Lungarno Serristori, 1/3 - Firenze
Orario: Invernale: sabato 10.00-18.00; domenica – lunedì 10.00-13.00
Estivo: sabato 09.30-12.30; 16.30-19.30; domenica – lunedì 10.00-13.00
Tel: +39 0552345219
Ingresso gratuito
Sito Internet: www.museocasasiviero.it
e-mail:
casasiviero@regione.toscana.it
15 / 05 / 2008
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