Curva di Phillips

La curva di Phillips è un'analisi macroeconomica degli anni '50 che, basandosi sui dati empirici dell'economia inglese nel periodo 1861-1957, mette in relazione inversa il tasso d'inflazione dei prezzi e dei salari nominali con il tasso di disoccupazione. Quanto più è basso il tasso di disoccupazione (piena occupazione) tanto più è alto il tasso di crescita dei prezzi e dei salari. La realizzazione della curva di Phillips si basa sull'osservazione che le fasi di espansione economica sono caratterizzate da un incremento dei salari monetari. La curva di Phillips è uno dei cardini della politica economica degli anni '50. Successivamente, entra a far parte di quasi tutti i testi e manuali di macroeconomia. Nel diagramma seguente viene mostrata una semplice rappresentazione grafica della curva di Phillips.

Curva di Phillips - inflazione e disoccupazione

Secondo gli studi dell'economista Phillips tra il tasso di inflazione dei prezzi e dei salari nominali (ordinate Y) e il tasso di disoccupazione (ascisse X) ha luogo una relazione inversa ( trade-off inflazione-disoccupazione ). Quando il tasso di disoccupazione è basso ( u ), il tasso di inflazione dei prezzi ( p ) e dei salari ( w ) è elevato. Viceversa, quando il tasso di disoccupazione ( u ) è elevato il tasso di inflazione è basso. Nella seguente rappresentazione algebrica il tasso di disoccupazione ( u ) è determinato dal rapporto tra la differenza della forza lavoro ( FL ) e il numero degli occupati ( L ) con la forza lavoro ( FL ).

CURVA DI PHILLIPS ( FORMULA )

La crescita dei salari si riflette, indirettamente, sulla crescita dei prezzi dei beni e dei servizi, essendo il lavoro uno dei principali fattori produttivi delle funzioni di produzione. In base al principio del costo pieno il prezzo ( p ) è determinato dal costo del lavoro o salario monetario ( w ), dalla produttività del lavoro ( pL ) e da una percentuale di ricarico sui costi medi variabili, o mark-up ( mk ), che consente al produttore di ottenere un guadagno dalla vendita del bene/servizio.

PREZZO ( MARK UP )

Assumendo il markup ( mk ) e la produttività del lavoro ( pL ) come costanti, il prezzo ( p ) è in funzione del salario monetario ( w ). Un aumento del salario ( Δw/w ) aumenta il prezzo ( Δp/p ) e viceversa. Il tasso di variazione dei salari monetari è, quindi, in correlazione diretta con il tasso di inflazione dei prezzi. Possiamo, quindi, utilizzare la curva di Phillips anche per esprimere la relazione inversa tra il tasso di inflazione dei prezzi ( p ) e il tasso di disoccupazione ( u ).

TASSO DI CRESCITA DEI PREZZI ( INFLAZIONE ) E DISOCCUPAZIONE

La piena occupazione delle risorse spinge al rialzo i prezzi dei fattori produttivi e del prezzo del lavoro ( salario ). Il rincaro dei costi di produzione viene successivamente traslato in avanti sul prezzo dei prodotti e dei servizi finali, generando così l'inflazione dei prezzi. Al contrario, una situazione di sottoccupazione ( disoccupazione elevata ) spinge al ribasso il salario ( w ) riducendo indirettamente il prezzo finale dei prodotti e dei servizi ( p ). Dal punto di vista macroeconomico la curva suggerisce che è sempre possibile far viaggiare una economia a tassi di disoccupazione bassi, purché si accetti la crescita dei prezzi ( inflazione ). Al tasso naturale di disoccupazione ( uN ) il tasso di crescita dei prezzi e dei salari è nullo. Al di sotto del tasso naturale di disoccupazione il tasso di crescita dei salari e dei prezzi è positivo, e viceversa.

CURVA DI PHILLIPS ( GRAFICO )

Trade-off inflazione e disoccupazione. La curva di Phillips ipotizza l'esistenza di un trade-off ( scambio ) tra il tasso di crescita dei prezzi ( inflazione ) e il tasso di disoccupazione. Secondo Phillips, la politica economica non può perseguire contemporaneamente un obiettivo di riduzione dell'inflazione e della disoccupazione. Il policy maker deve scegliere se adottare una politica economica espansiva per ridurre il tasso di disoccupazione, al costo di una maggiore inflazione dei prezzi, oppure adottare una politica economica restrittiva per ridurre il tasso di inflazione, al costo di una maggiore disoccupazione. Il policy maker può soltanto scegliere una combinazione di disoccupazione e inflazione tra le coppie di valori ( u, p ) indicate sul piano dalla curva di Phillips.

La realtà economica non ha sempre confermato la curva di Phillips. Le analisi empiriche negli anni '60-'70 non hanno confermato sempre il trade-off descritto nella curva di Phillips. In diversi periodi di medio-lungo periodo si sono verificate congiunture con elevati valori sia del tasso di disoccupazione e sia del tasso di inflazione. Questa combinazione di eventi ha indotto a riconsiderare con scetticismo la curva di Phillips. Dal punto di vista teorico gli economisti della scuola monetarista ( monetaristi ) hanno sollevato diversi dubbi sull'affidabilità della curva di Phillips quale strumento di politica economica.

  • Nel lungo periodo la realtà empirica non conferma la validità della curva di Phillips e l'esistenza del legame tra disoccupazione e inflazione. Nel lungo periodo le aspettative sono adeguate al tasso di inflazione e non sussiste alcun legame tra il tasso di disoccupazione e il tasso di inflazione dei prezzi e dei salari. In altri termini, il tasso di inflazione dei prezzi è una variabile indipendente dal tasso di disoccupazione. Secondo le critiche nel lungo periodo la curva di Phillips di lungo periodo è una retta verticale, parallela all'asse delle ordinate, che interseca l'asse dell'ascisse in corrispondenza del tasso naturale di disoccupazione.
    CURVA DI PHILLIPS ( LUNGO PERIODO )
  • Nel breve periodo il trade-off tra tasso di disoccupazione e tasso di inflazione viene convalidato dall'analisi empirica ma la curva di Phillips si dimostra, comunque, inefficace come strumento previsionale in quanto tende a traslare in avanti e indietro in conseguenza delle variazioni delle aspettative di inflazione. La curva di Phillips non è quindi stabile come si pensava negli anni '50. In particolar modo, tramite le aspettative gli operatori possono prevedere e anticipare i fenomeni economici futuri ( es. inflazione attesa ) spostando la posizione della curva di Phillips anche nel breve periodo. In conclusione, pur ammettendo un trade-off tra inflazione e disoccupazione nel breve periodo, la curva di Phillips di breve periodo non è stabile e, pertanto, non è uno strumento adeguato per costruire una politica economica. CURVA DI PHILLIPS ( ASPETTATIVE )
    Ad esempio, nel grafico precedente l'incremento della disoccupazione da u0 a u1 dovrebbe spingere il tasso di inflazione dei prezzi a ridursi, facendo spostare l'equilibrio da e0 a e1 restando sulla curva di Phillips (a). In realtà, le aspettative di crescita dell'inflazione E(p) potrebbero spostare la curva di Phillips da (a) a (b) facendo accelerare il tasso di crescita dei prezzi anziché ridurlo. In tale circostanza l'equilibrio si sposta da e0 a e2 su una curva di Phillips diversa rispetto a quella iniziale.

Tasso naturale di disoccupazione. Il tasso naturale di disoccupazione ( uN ) è determinato dalla tecnologia e non può essere eliminato. Questa constatazione rappresenta una delle principali critiche teoriche alla curva di Phillips e, più in generale, all'ipotesi di esistenza di una stabile relazione inversa tra il tasso di disoccupazione e il tasso di inflazione.

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