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Buddha

Il principe Siddhārtha Gautama (Buddha) è considerato una delle figure spirituali e religiose più importanti dell'umanità ed è il fondatore del Buddhismo. Siddhārtha nasce in Nepal intorno al 565 a.C. da ricca e nobile famiglia (gli Śakya). La data e l'anno preciso di nascita non sono storicamente documentati con precisione. Il padre di Siddartha, il raja Suddhodana, regna su uno dei numerosi stati in cui è divisa l'India del nord. Come primogenito del raja prende moglie a sedici anni ed inizia a compiere tutti gli atti di governo come legittimo successore al trono. Vive nel lusso e nello sfarzo nel palazzo reale, una gabbia dorata in cui resta, fino al 22° anno d'età. Un giorno, uscendo dal palazzo reale, si imbatte nella dura realtà della vita. Nel corso della sua passeggiata incontra un vecchio, un malato e un morto. Comprende immediatamente che la ricchezza non è altro che un valore effimero mentre l'umanità è accomunata dalla sofferenza della morte, del dolore e delle malattie. Dopo aver trascorso una infania e una gioventù agiata, Siddhartha inizia a praticare la contemplazione per ricercare l'illuminazione e l'origine della sofferenza. Forte delle sue contemplazioni decide di abbandonare la famiglia e la sua prigione dorata per dedicarsi a una vita ascetica. Secondo la tradizione Siddartha intraprende il suo cammino spiriturale a 29 anni (536 a.C.). Dopo aver provato la via ascetica per molti anni, decide di abbandonarla reputandola inutile. Secondo Siddharta la vita ascetica annebbia la mente e mortifica il corpo, ed è pertanto inadatta per raggiungere il massimo livello della contemplazione.

Illuminazione di Siddharta Buddha

Inizia così a concentrare il proprio impegno nelle meditazioni. Durante una di queste ultime, a 35 anni, la sua mente riceve il dono dell'illuminazione e raggiunge il Nirvana. Da questo momento in poi il suo nome è conosciuto come Buddha, uomo illuminato e maestro spirituale. La contemplazione consente a Buddha di indagare i vari aspetti del Dharma (dottrina sulla natura) e comprendere le quattre verità sul dolore, sull'origine del dolore, sulla soppressione del dolore e sulla via che porta alla soprresione del dolore. Raggiunta la massima consapevolezza si reca a Beneraes dove tiene il suo primo discorso sulla dottrina buddista per divulgare la propria dottrina spirituale. In breve tempo il buddismo si diffonde nei territori indiani e lungo la Valle del Gange. La sua predicazione segna un punto di rottura con la dottrina del brahmanesimo (che diverrà induismo) e dell'ortodossia religiosa indiana dell'epoca. Il suo insegnamento non riconosce alla casta brahmanica l'ufficio della religione e l'esclusiva conoscenza della verità, aprendo la via del Nirvana a tutte le creature che vi aspirino praticando il dharma. Secondo il buddismo un Buddha è un essere che ha raggiunto il massimo grado di illuminazione (Bodhi) ed è quindi pronto per lasciare il Samsara ed entrare nel Nirvana. La stessa parola Buddha deriva dal sanscrito bud che significa "prendere coscienza", svegliarsi ecc.

La morte di Buddha

Buddha morì a ottant'anni, intorno al 486 a.C., lasciando ai discepoli il proprio testamento spiriturale. Il buddismo continua a diffondersi per tradizione orale anche dopo la sua morte. Nel corso del tempo la dottrina buddista trova una trasposizione scritta in sanscrito nei libri del tripitaka.










 

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