Principio di non esclusione

Il principio di non esclusione è la caratteristica dei beni pubblici che consiste nell'impossibilità di escludere dal consumo dei beni pubblici una parte dei fruitori. La non escludibilità dal consumo può avere due distinte origini:

  • Non escludibilità tecnica. L'impossibilità di escludere una parte dei fruitori del bene pubblico è dovuta a ragioni tecniche. Ad esempio, l'illuminazione stradale è goduta da tutti, sia dai contribuenti che dagli evasori fiscali. È tecnicamente impossibile erogare l'illuminazione pubblica soltanto a una parte dei contribuenti.
  • Non escludibilità economica. L'impossibilità di escludere una parte dei fruitori del bene pubblico deriva da ragioni economiche e dai costi eccessivi di realizzazione. Ad esempio, l'accesso al centro storico di una città può essere limitato tramite il pagamento di un biglietto. Tuttavia, il costo di realizzazione del sistema di sorveglianza potrebbe superare abbondantemente i ricavi sociali.

Il principio di non esclusione è fortemente legato al contesto storico e alle conoscenze tecnologiche. Ad esempio, in passato era impossibile escludere le utenze dalla ricezione di un segnale radiotelevisivo. Il segnale trasmesso da un ripetitore era comunque ricevuto sia dagli utenti abbonato che dai non abbonati. Oggi, invece, è tecnicamente possibile selezionare la fruizione dei servizi televisivi tramite la trasmissione criptata del segnale e la diffusione dei decoder con lettore di scheda. Il sistema della trasmissione televisiva a pagamento è utilizzato nella tv digitale terrestre e nella televisione digitale satellitare. In conclusione, la trasmissione del segnale televisivo può essere considerata un bene pubblico soltanto in presenza di trasmissioni in chiaro. Non lo è, invece, nel caso delle trasmissioni criptate a pagamento.

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