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ETÀ DEL BRONZO

L'età del bronzo ebbe inizio con la scoperta della lega metallica. L'uomo riuscì a fondere il rame con lo stagno ottenendo un metallo ancora più resistente: il bronzo. La conoscenza della nuova lega metallica aprì nuove possibilità di sviluppo, come la produzione di manufatti e armi migliori, scudi, spade e lance più potenti. La nuova tecnica si trasformò in un fattore fondamentale per la sopravvivenza ma anche per la conquista di nuovi territori. Con il bronzo nacque ufficialmente la metallurgia. Il bronzo veniva utilizzato, insieme all'oro e all'argento, nella produzione di oggetti di lusso, sempre più richiesti dalle emergenti classi sociali più benestanti. La produzione degli oggetti di lusso fu un'ulteriore spinta al commercio tra città lontane tra loro e al perfezionamento del trasporto marittimo. Dal punto di vista agricolo durante l'età del bronzo furono introdotte diverse innovazioni:

  • il sistema della rotazione delle colture, utile per impedire il rapido impoverimento del terreno
  • l'irrigazione, la canalizzazione
  • lo sfruttamento degli animali da soma.

Le innovazioni apportate alle tecniche consentirono una rapida crescita della produttività agricola (settore primario) e quindi anche del surplus alimentare di base necessario per sfamare popolazioni urbane sempre più grandi e sempre più specializzate in arti e mestieri secondari (artigiani, soldati, uomini di culto, sovrani). La pratica della specializzazione del lavoro si diffuse rapidamente e le città fecero la loro prima comparsa nella storia dell'umanità. In questo periodo presero vita le prime civiltà sul Nilo in Egitto, tra il Tigri e l'Eufrate in Mesopotamia, lungo l'Indo in India e lo Huang-ho in Cina.

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