Cartagine
Cartagine (dal fenicio «Città nuova») fu una delle più grandi potenze del mondo antico, fondata nell'814 a.C. da coloni fenici provenienti da Tiro sulla costa dell'attuale Tunisia. Situata in una posizione strategica, divenne il fulcro di un vasto impero marittimo che dominava il Mediterraneo occidentale, controllando le rotte commerciali tra l'Africa, la Spagna e le isole maggiori
Ordinamento politico e sociale
A differenza della madrepatria, il potere a Cartagine passò progressivamente dalle mani di un re a quelle di una aristocrazia mercantile.
Il governo era retto dai sufeti (o suffeti), magistrati eletti annualmente, affiancati e controllati da un collegio di nobili che comprendeva i capi delle famiglie più influenti.
Per difendere i suoi vasti territori senza gravare sulla popolazione cittadina (numericamente limitata), Cartagine ricorreva massicciamente a soldati mercenari, principalmente tribù africane e iberiche.
I generali appartenevano invece all'aristocrazia locale, come la celebre famiglia dei Barca. Anche i marinai della flotta erano prevalentemente cartaginesi.
La religione
Le divinità principali erano Baal-Hammon (protettore della città) e Tanit (dea della fertilità e dei raccolti).
Un aspetto caratteristico e discusso della loro cultura era la pratica dei sacrifici umani di bambini maschi delle famiglie nobili, celebrati nei momenti di estremo pericolo per placare l'ira divina, come confermato dai ritrovamenti archeologici dei tofet.
Espansione e conflitti con i Greci
Tra il VI e il V secolo a.C., Cartagine fu la principale rivale dei Greci per il controllo del Mediterraneo occidentale
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La Sicilia fu il principale teatro di scontro. Nel 480 a.C., i Cartaginesi subirono una pesante sconfitta nella battaglia di Imera per mano dei tiranni Gelone di Siracusa e Terone di Agrigento.
Nonostante le tregue, il conflitto tra cartaginesi e greci riprese a ondate continue.
Nel 409 a.C. i cartaginesi distrussero Selinunte e Imera.
Nel 406 a.C. espugnarono Agrigento e minacciarono Siracusa, difesa strenuamente dal tiranno Dionisio.
Le Guerre Puniche contro Roma
I rapporti con Roma, inizialmente amichevoli e regolati da trattati (nel 509, 348 e 279 a.C.), si deteriorarono quando entrambe le potenze si trovarono a competere per l'egemonia nel Mediterraneo.
- Prima guerra punica (264-241 a.C.): Iniziata per il controllo di Messina, vide l'emergere della potenza navale romana (vittoria di Milazzo) e si concluse con la battaglia delle Egadi. Cartagine perse la Sicilia, che divenne la prima provincia romana, e dovette pagare un pesante indennizzo.
- Seconda guerra punica (218-202 a.C.): Scatenata dall'attacco di Annibale Barca alla città di Sagunto, vide la leggendaria traversata delle Alpi e le schiaccianti vittorie puniche in Italia (Ticino, Trebbia, Trasimeno e soprattutto Canne nel 216 a.C.). La guerra si concluse con la vittoria di Scipione l'Africano a Zama, che ridusse Cartagine a uno Stato-satellite privo di flotta e dei domini in Spagna.
- Terza guerra punica (149-146 a.C.): Alimentata dal timore romano per la ripresa economica cartaginese e dalle continue esortazioni di Catone il Censore («Carthago delenda est»), la guerra si concluse con l'assedio di tre anni condotto da Scipione Emiliano.
La fine di Cartagine
Nel 146 a.C., Cartagine fu espugnata e rasa al suolo. Gli abitanti superstiti furono venduti come schiavi e, secondo la tradizione, sulle rovine fu sparso il sale per rendere il luogo maledetto e inabitabile. Il suo territorio fu annesso a Roma come Provincia d'Africa.
Solo nel 44 a.C. la città risorgerà come colonia romana con il nome di Laus Iulia Corinthiensis
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