Origini della letteratura italiana
Lingua e letteratura italiana nascono all'interno della letteratura cosiddetta "romanza", che vide il passaggio dal latino alla lingua volgare già nel IX secolo. Il modello seguito agli esordi dai letterati italiani fu la letteratura franco-provenzale, che nel XII e XIII secolo riscuoteva grande successo. Il ritardo nella nascita della letteratura volgare nella penisola rispetto al resto d'Europa fu dovuto alla massiccia conservazione della lingua latina, considerata lingua dotta. Fu la società comunale e l'affermazione della nuova classe borghese che adoperava il volgare per rivolgersi al popolo a influenzare la nascita della letteratura in volgare. Nel corso del XIII secolo si affermò la "lauda", un genere letterario lirico e drammatico ispirato alla lettura dei Vangeli e di altri testi tratti dal Nuovo Testamento, che vide come maggior esponente Jacopone da Todi. Quanto alla prosa, invece, esordì la "novella", che traeva i suoi temi dagli exempla, ovvero da aneddoti a fine pedagogico sulla vita dei santi. La laicizzazione del filone narrativo si attestò con la nascita del "Novellino", grazie a cui la novella si emancipò da tematiche religiose e da finalità morali ed educative.
