Nascita di Roma

La nascita di Roma viene descritta nelle leggende con dovizia di particolari mentre le reali conoscenze sull'origine storica della città sono spesso confuse e frammentate ( origini storiche di Roma ). Ciò è dovuto al desiderio dei romani della prima età imperiale di conferire una origine nobile alla nascita della civiltà romana. Lo storico romano Tito Livio riconduce le origini di Roma allo sbarco dell'eroe omerico Enea, giunto nel Lazio dopo essere scampato alla distruzione di Troia nella guerra contro i greci. La leggenda di Roma identifica nella figura di Romolo la nascita della città e in Enea la sua nobile origine.

  • Leggenda di Enea. Enea raggiunge le coste laziali ove sposa Lavinia, figlia del re dei latini, dando vita alla stirpe troiana-latina. Suo figlio Ascanio fonda la città di Albalonga, nei pressi del Monte Albano, da cui discendono gli stessi gemelli Romolo e Remo. In tal modo lo storico Livio ricollega l'origine di Roma ( leggenda di Romolo e Remo ) alla guerra di Troia, legittimando così la successiva supremazia romana ( repubblicana/imperiale ) sul mondo greco. La storia di Roma viene scritta da Tito Livio nei primi anni dell'età imperiale ricostruendo fatti avvenuti molti secoli prima e tramandate nel tempo con le leggende, i miti e le tradizioni. Nell'opera di Tito Livio è evidente la volontà politica della Roma imperiale ( Caput Mundi ) di voler cancellare l'umile origine pastorizia della città a favore della nobile origina greco-troiana. Le gesta eroiche di Enea sono narrate ed enfatizzate nel poema epico 'Eneide' scritto dal poeta latino Virgilio per celebrare la gloria di Roma.
  • Leggenda di Romolo e Remo. I gemelli Romolo e Remo sono figli di Rea Silvia, figlia del re Numitore, e del dio Marte. Dopo l'usurpazione del trono da parte di Amulio, fratello di Numitore, i due gemelli sono abbandonati e allevati prima da una lupa e poi dal pastore Faustolo. Una volta adulti uccidono l'usurpatore Amulio. Al momento di tracciare il solco dei confini di una nuova città, il 21 aprile 753 a.C., tra Romolo e Remo scoppia una lite in cui lo stesso Remo viene ucciso da Romolo.

Nella leggenda sono raccontati in forma epica dei fatti avvenuti realmente nel VII-VIII secolo a.C. come la fusione del popolo romano-latino con quello sabino ("ratto delle sabine") e i primi re dell'età monarchica romana ("sette re di Roma"). Nella realtà storica i romani e sabini fondano pacificamente un agglomerato in comune per potersi meglio difendere dagli invasori esterni. L'espansione etrusca spinge molte popolazioni sabine alla migrazione verso la valle del Tevere e verso Roma. Nei secoli VIII e VII a.C. la città di Roma viene effettivamente governata dalla monarchia di diversi re, prima latini e poi etruschi. La leggenda sintetizza in soli sette re i diversi periodi dell'età monarchica. In particolar modo la figura di Romolo identifica tutti quei re che si succedono nella prima età monarchica, quando la città si espande e cresce demograficamente ("fondazione di Roma"). Un altro legame tra la realtà storica e la leggenda è la cacciata dell'ultimo re etrusco di Roma che segna il passaggio del potere alle famiglie aristocratiche e l'inizio dell'età repubblicana ( okpedia ).

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