Museo del Tesoro di Santa Maria all’Impruneta Il Museo, inaugurato nel 1987 e ampliato negli anni, ha sede al piano superiore del grande loggiato eretto da Gherardo Silvani a ridosso della facciata del santuario di Santa Maria, pieve dalle origini leggendarie, abbellitosi e arricchitosi nel corso di secoli di devozione fervida per l´immagine della Vergine col Figlio che vi si conserva ancor oggi all´interno. Gli oggetti esposti nel Museo appartengono a tre principali categorie: oreficerie, tessuti e codici miniati.
Alla prima sezione è dedicata la sala principale, nella quale l´argento e il cristallo di rocca spiccano con i loro riflessi. Oltre alla serie di vasi votivi, si segnalano la Croce astile attribuita addirittura a Lorenzo Ghiberti (1425 ca.), il Reliquario della Santa Croce attribuito al famoso orafo Cosimo Merlini che l´avrebbe eseguito su commissione di Maria Maddalena d´Austria, moglie di Cosimo II de´ Medici. Prezioso è il Reliquiario di San Sisto di Simone Pignoni, che ripropone in argento le forme raffinate del sarcofago eseguito dal Verrocchio per la Sagrestia vecchia di San Lorenzo a Firenze. La traslazione dell´icona della Vergine nel 1633, come quella del 1711, diede luogo a una serie ricchissima di doni esposti in questa sala, ai quali va aggiunto il Paliotto d´altare donato da Cosimo III de´ Medici ed eseguito da Cosimo Merlini su disegno di Giovan Battista Foggini.
Per quanto riguarda i paramenti sacri, si trovano nel Museo sei mantellini dei secoli XVI-XVIII che proteggevano l´immagine della Madonna, ma anche le pianete raffinatissime e la tovaglia d´altare in garza ricamata del secolo XVI meritano un´osservazione accurata. E una segnalazione particolare è dovuta al piccolo prezioso cuscino che proviene dall´arredo sepolcrale del vescolo Antonio degli Agli, il cui ricco sarcofago si vede all´interno della basilica.
Altrettanto ricca è la sezione dedicata ai codici miniati che, pur rappresentando una parte della dotazione originale della basilica, si distingue per numero e qualità: si tratta infatti di ben undici manoscritti appartenenti al Trecento e al Cinquecento, tra i quali un Graduale attribuito a Lippo di Benivieni , oltre ad alcuni Antifonari miniati da artisti legati a Pacino di Buonaguida. Nel gruppo dei codici cinquecenteschi si segnalano fra gli altri due Graduali di Antonio di Girolamo di Ugolino.Vanno però ricordate altre opere che si trovano esposte nel percorso museale: il bassorilievo del secolo XV di scuola fiorentina che costituiva l´antico paliotto dell´altare della Madonna; il tabernacolo che serviva per il trasferimento della Madonna durante le processioni, opera della metà del XIV secolo; un bel polittico attribuito al Maestro del Bargello e, infine, una serie di targhe votive e di formelle in terracotta.
Museo del Tesoro di Santa Maria all’Impruneta
Piazza Buondelmonti, 28 -Impruneta
Orario: sabato e domenica 10.00-12.30; 15.30-18.30
Tel: +39 055 2036408
Ingresso:
Intero: € 3.00
Ridotto: € 1.03
e-mail:
cultura@comune.impruneta.fi.it
22 / 05 / 2008
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