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Museo Criminologico In Italia una prima raccolta di oggetti penitenziari fu organizzata a Roma nell'ambito della scuola degli allievi agenti di custodia, istituita nel 1873 presso il carcere delle Mantellate. In Italia la prima esposizione di prodotti carcerari fu presentata nel 1885, nell'ambito del Congresso Penitenziario Internazionale di Roma; altre esposizioni seguirono fino al 1912. Fondamentale fu l’attività di Cesare Lombroso che, fin dal 1866, anno in cui iniziò a lavorare come medico militare, si dedicò alla raccolta di crani, scheletri, cervelli e oggetti di vario tipo, dando vita al primo nucleo del museo privato inizialmente conservato nella sua abitazione torinese. Alla collezione si aggiunsero anche crani di criminali e folli raccolti nelle carceri e nei manicomi. Nel 1878 riuscì ad ottenere due locali nel convento di San Francesco da Paola, che diviene sede del laboratorio di medicina legale e di psichiatria sperimentale e della sua raccolta. La prima esposizione pubblica dei reperti raccolti nel corso della sua attività fu realizzata da Lombroso nel 1884, nell'ambito dell'Esposizione Nazionale di Torino e e attirò un vasto pubblico, incoraggiando la realizzazione del progetto del Museo Psichiatrico e Criminologico ufficialmente istituito nel 1892.Lombroso si appellò a medici carcerari, alienisti, anatomo-patologi affinché spedissero a Roma crani, cervelli, foto di criminali, di pazzi, epilettici e i loro lavori, carte grafiche e geografiche dell’andamento dei delitti in Europa. Nel marzo del 1892, intanto, Lombroso ottenne anche dei finanziamenti per il suo Museo Psichiatrico Criminale, cui era riconosciuta inoltre la dignità di strumento di ricerca scientifica.
Fu inaugurato nel 1898, in occasione del Primo Congresso Nazionale di Medicina legale. Prima sede del museo fu l'edificio della prigione seicentesca delle "Carceri Nuove" in via Giulia. Il museo occupava il piano terra dell'edificio e si articolava in varie aree tematiche: sezione del delitto; attività statale contro i delinquenti; esecuzione delle pene e delle misure di sicurezza e infine una sezione storica contenente bandi ed editti, strumenti di tortura e di esecuzione capitale.
Nel 1968 il Museo Criminale fu smantellato e i reperti depositati nel magazzino del carcere giudiziario "Regina Coeli" in attesa di un nuovo allestimento in altra sede. Nel 1975 il museo, che cambierà la denominazione da Museo Criminale a Museo Criminologico, fu allestito nel Palazzo del Gonfalone, edificio risalente al 1827, fatto costruire da papa Leone XII per destinarlo a casa di correzione dei giovani minorenni. Nel nuovo allestimento fu mantenuto l'ordine della suddivisione dei reperti per corpi di reato, strumenti di tortura e d'esecuzione capitale, indagini di Polizia Scientifica. Il Museo, rinnovato sul versante delle tecniche espositive, aveva però subito rilevanti perdite di reperti, andati dispersi o danneggiati. Dopo circa quindici anni di chiusura, l'Amministrazione Penitenziaria nel 1991 diede inizio a un nuovo riordino, e il Museo è stato riaperto nel febbraio 1994. Il Museo Criminologico, nel suo assetto attuale, si caratterizza come un museo storico. Le finalità scientifico-didattiche, oltre a quella della tutela e conservazione, tipiche dei musei, consistono, nello specifico, nella diffusione della conoscenza dell'evoluzione degli antichi sistemi punitivi, dei filoni di ricerca della scienza penitenziaria e criminologica nel XIX secolo e nella prima metà del Novecento.
Nel nuovo allestimento è stato proposto un percorso cronologico descrittivo delle tappe fondamentali della storia della giustizia, del carcere e della criminologia. Il Museo ospita anche l'Archivio fotografico e l'Archivio storico delle carceri italiane.
Museo Criminologico
Via del Gonfalone, 29 - Roma
Orario: martedì - sabato 09.00 - 13.00
martedì e giovedì 14.30 - 18.30
domenica e lunedì chiuso
Tel: + 39 06 68300234
Ingresso: € 2.00
Sito Internet:
www.museocriminologico.it
e-mail:
museo.criminologico@giustizia.it
24 / 04 / 2008
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