Monopolio naturale

Il monopolio naturale è una forma di mercato di monopolio in cui un'unica impresa riesce a gestire l'intera offerta sul mercato a un costo inferiore rispetto alle altre. L'impresa monopolista è generalmente di grandi dimensioni e beneficia di costi medi molto bassi per effetto dell'economia di scala e dei rendimenti di scala crescenti. Quanto maggiore è la produzione/offerta del bene, tanto minore è il costo medio di produzione e, quindi, il prezzo di offerta del bene/servizio da parte della singola impresa monopolista. Le imprese competitor non riescono a entrare nel mercato in quanto, essendo di piccole dimensioni o new comer, dovrebbero affrontare dei costi medi di produzione molto più alti. Il monopolio naturale si verifica anche quando l'impresa gestisce un fattore di produzione in modo esclusivo ( es. terra, latifondo, miniera, ecc. ). In entrambi i casi il mercato è sottoposto a una barriera naturale che impedisce alle altre imprese di entrare nel mercato. Pur avendo costi medi di produzione inferiori non è detto che l'impresa monopolista offra il bene/servizio a un prezzo basso, l'impresa monopolista può comunque vendere il bene/servizio a un prezzo elevato, riservandosi di abbassarlo soltanto nel momento in cui una nuova impresa concorrente tenta di entrare nel mercato.

Il monopolio naturale è un regime di mercato particolarmente efficiente nel settore dell'offerta di servizi di pubblica utilità ( energia, trasporti, telecomunicazioni, acqua potabile, ecc. ) e quelli destinati a soddisfare una domanda composta da una moltitudine di utenti. Per entrare in questi mercati, l'impresa deve disporre di impianti ad elevata capacità di produzione, in grado di soddisfare un'elevata domanda di utenza. In alcuni casi l'impresa deve anche realizzare un'infrastruttura su scala nazionale ( autostrade, linee ferroviarie, cavi telefonici, rete idrica, ecc. ). Soltanto un'impresa di grandi dimensioni, con elevata scala di produzione, potrebbe gestire in modo ottimale gli impianti e le infrastrutture. In questi casi una politica di antitrust, a favore della concorrenza sarebbe inefficiente, poiché potrebbe causare la scomparsa del settore produttivo e/o la crescita del prezzo di mercato ( fallimento del mercato ). Per questa ragione i servizi di pubblica utilità sono spesso gestiti da un'impresa pubblica oppure da un'impresa privata di grandi dimensioni che opera in un mercato regolamentato dallo Stato. Pur garantendo la presenza di un'impresa sul mercato, in grado di gestire gli impianti con efficienza, lo Stato può pretendere che siano rispettate alcune condizioni di servizio, quali l'applicazione di prezzi e tariffe minime, la qualità del servizio/prodotto e la realizzazione delle infrastrutture su tutto il territorio nazionale, anche per il collegamento delle utenze periferiche più onerose da realizzare.

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