Lisbona: la Torre di Belém
“Disse un poeta, in un momento di rima facile e patriottico disincanto, che solo questo facciamo bene noi portoghesi, le torri di Belém. (…) Che risulti, la torre non è mai entrata in formale battaglia. Meno male. Immaginatevi i danni che avrebbero fatto su questo “merletto” le bombarde cinquecentesche o le palanche. Il viaggiatore, quindi, può percorrere le sale sovrapposte, salire fino alle garitte, affacciarsi al balcone sul fiume e dispiacersi di non potersi vedere affacciato in un luogo tanto bello, e infine scendere fino alla zona più profonda, dove un tempo si tenevano i prigionieri.E’ la pecca dell’uomo: non può vedere un buco tenebroso senza pensare di mettervi un proprio simile.”. Così lo scrittore José Saramago si sofferma sulla Torre di Belém (Betlemme in portoghese), tappa obbligata del tour nella capitale del Portogallo. La Torre risale al 1515 e costituiva il faro e la fortezza del porto di Restelo sul fiume Tago (Tejo), nonché una delle espressioni architettoniche più suggestive d’epoca “manuelina”(dal re Manuel I “il Fortunato”, “o Venturoso”). L’aspetto moresco della facciata aveva inizialmente la funzione di trarre in inganno i pirati, che nel 500 erano soliti operare con le loro scorribande lungo tutta la costa iberica, inducendoli a credere di essere approdati in terra africana. Nelle sue feritoie la torre, dall’aspetto austero ma mansueto, nascondeva veri e propri pezzi di artiglieria. Il sovrano commissionò l’opera per celebrare la scoperta della rotta per l’India ad opera di Vasco de Gama e l’ingegnere militare Francisco de Arruda vi rappresentò, in uno stile gotico molto artificioso, svariati elementi dello spirito nautico portoghese, dando origine al cosiddetto stile Manuelino. Il severo aspetto esterno, ornato e ingentilito da balconcini in stile rinascimentale, ben si armonizza con le decorazioni gotiche dell’interno, mentre le cupole e la pietra bianca con cui fu realizzata la Torre tradiscono l’influenza dello stile moresco del Marocco. Le guglie a “spicchi d’arancia” sono sovrastate da croci cristiano-moresche, riconoscibili soltanto a breve distanza. Anticamente la Torre si ergeva nel mezzo del fiume Tago, che ha un letto così ampio da sembrare un lago, mentre oggi sorge in una zona semiperiferica della città, dopo che il terremoto del 1755 ne determinò il progressivo avvicinamento, insabbiamento e approdo alla terraferma. Nel 1807 la Torre venne bombardata dalle truppe napoleoniche, ma fu poi restaurata nel 1845. Nella città portoghese, famosa per i suoi punti panoramici, non si può non godere del paesaggio sul fiume Tejo offerto dagli affacci merlettati della Torre, avamposto di quello sbocco sull’Atlantico così foriero di storia e saudade (sentimento indefinito intriso di nostalgia) per il popolo portoghese. Gi.Lap. 18 agosto 2007https://www.okpedia.it/temp/lisbona-la-torre-di-belem
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