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Lavoro a tempo determinato

LAVORO A TEMPO DETERMINATO

Il lavoro a tempo determinato consiste in un rapporto di lavoro dipendente che prevede una data di inizio e una data di cessazione del rapporto di lavoro fin dalla stipula del contratto tra datore di lavoro e lavoratore. Al raggiungimento della data di cessazione il rapporto di lavoro ha termine. Il contratto a tempo determinato risponde all'esigenza dell'azienda di colmare un vuoto temporaneo in una posizione lavorativa (es. assenza per maternità) o un aumento improvviso e temporaneo dell'attività produttiva. Il contratto di lavoro a tempo determinato rientra nella categoria del lavoro atipico. Il contratto a tempo determinato può essere prorogato con il consenso del lavoratore soltanto se la durata del primo contratto è inferiore a tre anni. La proroga deve essere fissata entro un termine stabilito. Le normative tutelano anche i diritti del lavoratore che, in caso di continuazione del rapporto di lavoro dopo la scadenza del termine, può in alcuni casi essere assunto con contratto a tempo indeterminato in forma stabile.

Il lavoro a tempo determinato consiste in un rapporto di lavoro dipendente in cui il datore di lavoro e il lavoratore fissano una data di inizio e una data di fine del rapporto di lavoro (ad esempio 6 mesi, 12 mesi ecc). Il termine della durata del contratto di lavoro risponde alle esigenze produttive o organizzative del datore di lavoro, ad esempio nel caso di una temporanea crescita della domanda o della mole di lavoro. Il contratto di lavoro a tempo determinato viene anche sottoscritto nei casi in cui il datore di lavoro deve sostituire temporaneamente un lavoratore per un determinato periodo di tempo.

Regole e limitazioni

Va da sé che il contratto di lavoro a tempo determinato deve rappresentare l'eccezione e non la regola. Deve mantenere la sua caratteristica principale d'essere un contratto di lavoro finalizzato a rispondere ad esigenze temporanee. A tale scopo le legge dedica al lavoro a tempo determinato un insieme di regolamenti normativi e di limitazioni. In passato il lavoro a tempo determinato era considerato una tipologia di lavoro residuale e talvolta visto con sfavore dallo stesso Legislatore, secondo cui nel 1968 il contratto di lavoro si reputa a tempo indeterminato salvo particolari eccezioni. Con la riforma del 2001 (D.Lgs. n.368 del 6/9/2001) il rapporto di lavoro a tempo determinato ha invece assunto maggiore importanza. A partire dal 2001 il datore di lavoro può ricorrere con maggiore facilità ai contratti di lavoro a tempo determinato, purché rispetti le condizioni ed i limiti previsti dalla Legge. Elenchiamo le principali:

  • il contratto di lavoro a tempo determinato può essere stipulato per rispondere ad esigenze produttive-organizzative che richiedono un temporaneo incremento della manodopera per un periodo di tempo limitato;
  • il lavoro a tempo determinato non può essere utilizzato per sostituire lavoratori in sciopero;
  • il lavoro a temo determinato non può essere utilizzato dalle aziende che abbiamo effettuati licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti, dalle aziende ammesse alla Cassa integrazione guadagni, dalle aziende non in regola con le norme sulla sicurezza del lavoro, dalle aziende il cui contratto collettivo di lavoro prevede uno specifico limite quantitativo al ricorso al lavoro a tempo determinato;
  • la durata complessiva del contratto di lavoro a tempo determinato non può superare i tre anni;
  • il trattamento economico e previdenziale del lavoratore è pari a quello degli altri lavoratori a tempo indeterminato;

Rinnovo del contratto di lavoro a tempo determinato

Il contratto di lavoro a tempo determinato può essere prorogato per una sola volta, una volta giunto alla sua scadenza, con il consenso del lavoratore, purché la durata del primo contratto sia stata inferiore a tre anni. Anche nel caso del rinnovo deve essere specificata la data di inizio e di fine del contratto di lavoro. Qualora il rapporto di lavoro continui anche dopo la scadenza del termine senza aver rinnovato il contratto a tempo determinato, il lavoratore dovrà essere assunto stabilmente con contratto a tempo indeterminato.

Recesso del contratto di lavoro a tempo determinato

Il recesso anticipo del contratto di lavoro a tempo determinato è consentito esclusivamente per giusta causa. Il recesso privo di giusta causa obbliga la parte al risarcimento danni (art. 2119 cc).








 

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