Il sole nero di Giordano Bruno
Giordano Bruno era un filosofo astronomo e scrittore, nato a Nola nel 1548, vittima dell'inquisizione della Chiesa. Il suo torto fu quello di pensare all'esistenza di uno o più universi, dove la Terra e il Sole non sono al centro di tutto ma solo un insignificante granello dell'universo. Rispetto a Galileo Galilei e ad altri scienziati del suo tempo Giordano Bruno non ritrattò le sue convinzioni copernicane dinnanzi al tribunale dell'inquisizione ecclesiastica e venne condannato alla tortura, al carcere e infine al rogo. Morì arso vivo a Roma in Campo dei Fiori il 17 febbraio 1600.
La tesi degli infiniti universi di Giordano Bruno era particolarmente avanti in confronto al pensiero del suo tempo. Era convinto assertore dell'esistenza di più universi e più luoghi in cui la vita intelligente extra-terrestre potesse prendere il suo corso. Nei suoi scritti e studi sono incluse alcune riflessioni interessanti che qualcuno ha ribattezzato come 'profezie' screditando però la lungimiranza dello scienziato che riuscì persino a ipotizzare la fine del mondo con un linguaggio medioevale e profetico ma anche scientificamente condivisibile ai giorni nostri. Giordano Bruno scrisse
"E un sole nero, nello spazio, inghiottirà il sole, la luna e tutti i pianeti che girano intorno al sole. Ricordatevi che, quando prossima sarà la fine, l'uomo viaggerà nel cosmo e dal cosmo apprenderà il giorno della fine. E l'uomo si ricordi che molte superbe e ricche città, proprio quando l'uomo si crederà padrone del cosmo, faranno la fine di Sodoma e Gomorra".
E' sorprendente la capacità di Giordano Bruno di andare oltre la visione del suo tempo, distante quasi 500 anni dal primo sbarco sulla Luna e comunque in grado di comprendere l'entità del cosmo, la possibile presenza di più universi, i futuri viaggi dell'uomo verso il cosmo e infine la fine del sistema solare. Difficile però credere che Giordano Bruno per 'Sole Nero' intendesse riferirsi effettivamente a un buco nero. Sta di fatto che la sua 'profezia' resta ancora oggi come una spada di Damocle sulla testa dell'umanità.
Bibliografia
"De l'infinito universo et mondi" (1584)
20070716
